Roma, 12 gen. (Adnkronos)- Al via la quarta edizione del
Festival delle Scienze di Roma che quest’anno sara’ dedicata
all’Universo. Primo appuntamento dell’Anno Internazionale
dell’Astronomia, il festival delle scienze della Capitale, che aprira’
i battenti giovedi’ prossimo, 15 gennaio, nella Sala Petrassi
dell’Auditorium Parco della Musica, segnera’ il via anche alle
celebrazioni dedicate a Galileo Galilei. Puntando lo sguardo alla
grande opera dello scienziato pisano, nel quarto centenario delle prime
osservazioni astronomiche realizzate con un semplice cannocchiale.
E furono proprio quelle osservazioni che consentirono a
Galilei di verificare, attraverso fondamentali scoperte scientifiche,
quali la natura montuosa della Luna, i quattro satelliti di Giove e
stelle prima sconosciute, la validita’ del sistema copernicano,
rivoluzionando il modo in cui, fino ad allora, l’uomo aveva
interpretato la propria posizione nell’universo.
La quarta edizione del Festival delle Scienze, promossa
dalla Regione Lazio e sostenuta da Filas, la Finanziaria laziale di
sviluppo, e’ realizzata dalla Fondazione Musica per Roma in
collaborazione con Codice.Idee per la cultura e con il Planetario e
Museo Astronomico di Roma diretto da Vincenzo Vomero. Curano la
direzione scientifica Vittorio Bo e Telmo Pievani.
La kermesse romana sara’ inaugurata da Piero Marrazzo,
Presidente della Regione Lazio, Gianni Borgna e Carlo Fuortes,
rispettivamente Presidente e Amministratore delegato della Fondazione
Musica per Roma, Vittorio Bo, Direttore scientifico, e Flaminia Sacca’,
Presidente della Filas.
Parte ventisei secoli fa la strada che ci ha portato ad
aprire la storia dell’uomo alla conoscenza scientifica. E parte da un
uomo che viveva in una citta’ greca sulla costa dell’odierna Turchia.
Un uomo che ebbe un’idea prodigiosa e stupefacente, partendo da una
domanda al tempo stesso semplice e tra le piu’ complesse dell’epoca. "E
se il cielo sopra la nostra testa continuasse anche sotto i nostri
piedi? E se la Terra non fosse che un grosso sasso che galleggia nello
spazio, sospesa sul nulla?" si chiese quell’uomo che si chiamava
Anassimandro e viveva nella citta’ di Mileto. L’idea, nuova nella
storia del mondo per tutte le civilta’ del pianeta, era, come ci e’
stato confermato poi, oltre due millenni e mezzo piu’ tardi, giusta.
Una delle idee piu’ audaci, piu’ rivoluzionarie e piu’ portentose
dell’intera storia del pensiero umano.
"Ma Anassimandro di Mileto -sottolineano gli
organizzatori del festival delle Scienze di Roma- ci ha lasciato
un’eredita’ ancora piu’ importante di questa grandissima idea. Ha
mostrato che la realta’ non e’ come ci appare, che possiamo avere idee
sbagliate sul mondo, e che se partiamo da una serena consapevolezza
della nostra profonda ignoranza, attenta osservazione e intelligente
riflessione possono permetterci di liberarci da qualcuno degli
innumerevoli pregiudizi che impastoiano i nostri pensieri: possiamo,
insomma, vedere piu’ lontano". Ed e’ stato facendo cosi’ che
Anassimandro ha iniziato un’immensa e affascinante avventura: la strada
della conoscenza scientifica.
"Nonostante l’opposizione insidiosa e persistente, dei
molti che hanno sempre pensato di essere gia’, proprio loro, a
conoscere tutta la ‘verita”, la strada -continuano gli organizzatori
della kermesse scientifica della Capitale- e’ continuata, e continua".
Seguendo questa strada, dunque, l’uomo ha imparato che la Terra e’ una
sfera, poi che gira su se stessa vorticosamente e corre intorno al
Sole. Che Terra e Sole si attirano come la Terra attira i sassi, che lo
spazio e’ curvo, che tutti gli oggetti sono fatti di atomi, che il
calore e’ il rapido movimento di questi atomi, che ci sono cento
milioni di stelle nella nostra galassia e cento milioni di galassie nel
cielo che vediamo. Che l’universo era nel passato una palla di fuoco
esplosa in un gigantesco scoppio 14 miliardi di anni fa.
La quarta edizione del Festival delle Scienze di Roma
diventa per questo un appuntamento importante per comprendere, insieme
ad alcuni dei protagonisti delle scoperte piu’ importanti, cosa
sappiamo e cosa invece ci e’ ancora totalmente oscuro dell’universo in
cui viviamo.
Una conoscenza che la kermesse di Roma cerchera’ di
portare al grande pubblico, attraverso conferenze, Lezioni magistrali,
aperitivi scientifici. Un vortice di appuntamenti e confronti dal
carattere anticipatorio fra i nomi eccellenti della scienza,
dell’astrofisica, dell’astronomia, della cosmologia insieme e
importanti filosofi, astronauti, letterati, artisti su che cos’e’
l’Universo, l’origine della vita nell’Universo, l’esistenza di Universi
paralleli. E non e’ tutto.
Gli incontri fra esperti punteranno anche ad
approfondire le esplorazioni spaziali, il mistero dei quanti, i buchi
neri, il cambiamento della percezione dello spazio e del tempo, il
ruolo della scienza, i doveri della politica, il rapporto con la
religione.
A discutere di tutto cio’ saranno scienziati e
appassionati di scienza, a partire, fra gli altri, dal premio Nobel per
la Fisica George F. Smoot. Con lui alla kermesse parteciperanno Enrico
Bellone, Giovanni Bignami, Roberto Buonanno, Giovanni Caprara, Gabriele
Catanzaro, Marco Cattaneo, Sylvie Coyaud, Marcello Coradini, Paolo De
Bernardis, Francesco De Martini, Claudia Di Giorgio, Mauro Dorato,
Enrico Flamini, Luigi Foschini.
E ancora. negli incontri in programma prenderanno la
parola anche Giangiacomo Gandolfi, Giancarlo Ghirardi, Giulio Giorello,
Stefano Giovanardi, Umberto Guidoni, Margherita Hack, Scott Hubbard,
David Kaiser, Antonio Lazcano, Anna Lombardi, Jean Pierre Luminet,
Gianluca Masi, Armando Massarenti, Fulvio Melia, Piergiorgio Odifreddi,
Ruggero Pierantoni, Tommaso Pincio, Radhika Ramachandran, Giovanni
Renzo, Carlo Rovelli, Leonard Susskind, Max Tegmark, Alexander
Vilenkin, Vincenzo Vomero.