Voglio
regalarvi una storiella semplice semplice, che spero vi strapperà un
sorriso.

 
Siamo
nella Trieste del primo Novecento, dove vive una numerosa comunità
ebraica.
Simon,
un giovane garzone, è stupito dall’ambiguità della gente: a parole tutti
desiderano pace e fratellanza, mentre nei fatti finiscono per seguire soltanto i
propri interessi. Decide di parlarne con il Rabbino e va a
trovarlo.
"Rabbi,
perché la gente afferma sempre fratellanza, generosità e disinteresse personale
mentre, nei fatti, si comporta proprio all’opposto?"
"Vieni
qui, Simon: avvicinati alla finestra e dimmi cosa vedi."
"Mah, le
solite cose: c’è il garzone del fornaio che spinge il carretto con i sacchi
di farina…una signora che attraversa la strada con il figlio in braccio…il
carro del vinaio che passa…"
"Basta
così, Simon: adesso guarda in questo grande specchio e dimmi cosa
vedi."
"Mah,
Rabbi…mi prendi in giro?"
"No,dimmi cosa
vedi."
"Rabbi,
cosa vuoi che veda: vedo solo me stesso!"
"Giusto,
Simon. Vedi, il vetro della finestra e quello dello specchio sono fatti con lo
stesso materiale, ma per rendere riflettente lo specchio viene steso un
sottilissimo strato d’argento. Basta un sottilissimo velo d’argento, Simon, e
non riusciamo più a vedere null’altro che noi stessi!"