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La Criminalizzazione delle Relazioni Umane

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Relazioni umane.

By Silvana De Mari

La coscienza è un fenomeno interpersonale. Questa astrusa frase vuol dire che noi cambiamo secondo cosa pensano di noi le persone che ci circondano. Le persone con personalità molto forte, con pratiche di consapevolezza esercitate per anni, riescono a sottrarsi a questa regola. Tutti gli altri no. Se una donna latra a un uomo che è un irresponsabile, aumenta la sua irresponsabilità. Se un uomo urla a una donna che è inaffidabile, aumenta la sua inaffidabilità. In realtà nessun uomo è completamente irresponsabile e nessuna donna è completamente inaffidabile. 

Urlando insulti aumentiamo le caratteristiche negative dell’altro. Anche solo se li insulti li mormoriamo. Anche solo se li pensiamo nella nostra testa, perché trasmetteremo il concetto con linguaggio non verbale. 

L’essere umano quindi è un essere sociale obbligato. Madre natura, che è un’arcigna megera, per essere assolutamente certa che nessun essere umano faccia la scempiaggine di starsene per conto suo, ci ha fatto assolutamente inabili, con degli artigli risibili e delle zanne ancora più risibili dei risibili artigli. Un uomo solo isolato in mezzo a un bosco senza strumenti è praticamente morto.

Potrà rimandare la sua morte di qualche ora mangiando mirtilli, non è escluso che a sassate riesca a uccidere un quantitativo di vermi sufficienti ad arrivare ai grammi di proteine necessarie, ma avrebbe problemi a superare l’inverno. Dato che madre natura non gioca a dadi, vale a dire che segue linee logiche e sensate, il fatto di non poter sopravvivere fisicamente senza gli altri, si accompagna all’impossibilità di sopravvivere anche mentalmente. Possono vivere isolati dagli altri solo individui con particolari straordinari supporti.

Si può trattare di un supporto mentale, per esempio la formidabile religiosità dell’eremita e dell’anacoreta, può trattarsi del calendario tenuto da Robinson Crusoe o dalle conversazioni col pallone tenute dal naufrago del film Cast Away. In condizioni di isolamento sociale, la mente umana si disgrega, la coscienza si disgrega.

Queste per questo motivo la cella di isolamento può essere una punizione addirittura più grave della tortura. D’accordo, dipende dalle torture, ma la cella di isolamento può portare alla perdita dell’identità. Una perdita della coscienza e dell’identità noi l’abbiamo dalla totale scomparsa dei rapporti sociali. Questa è la situazione del barbone, termine molto duro con cui si indica una situazione molto particolare.

Barbone e mendicante non sono sinonimi. Mendicante indica una persona che mendica, che potrebbe avere, anzi che spesso ha, una rete sociale familiare. Tra le persone che mendicano ci sono gli appartenenti ai campi rom, che hanno una forte struttura sociale, purtroppo dato che si tratta di una struttura sociale che tende più a incamerare e a proteggere.

Un secondo gruppo sono i nigeriani, strutturati da una mafia precisa, a volte accompagnati sul luogo di lavoro tutte le mattine con appositi autoveicoli. Un terzo gruppo è costituito dall’uomo e dalla donna che hanno perso il lavoro, che hanno perso la casa, che dormono in macchina e che con gli occhi bassi ti chiedono se qualcosa.

Il mendicante ha perso ogni rete sociale, e di conseguenza ha una disgregazione della coscienza. A volte si scopre che i mendicanti muoiono con migliaia di euro in monetine sotto il giaciglio. Non è un segno di avarizia ma di incapacità mentale a riconvertire il denaro ricevuto in banali generi di conforto. Sarebbe meglio, quando si vede un mendicante, mentre gli fisicamente in mano il panino e la bottiglietta dell’acqua.

La perdita di socialità può essere totale, naufrago, mendicante, oppure supportata da surrogati di comunicazione: questa è la condizione dell’astronauta, dello speleologo, del navigatore solitario attuale. Quello di mezzo secolo fa se ne andava in giro veramente da solo, ma aveva a tenergli compagnia i suoi libri, oltre che le mappe e la meta, quindi non era un isolato, rischiava il naufragio, non l’equilibrio mentale.

La nostra epoca ha creato un tipo particolare di perdita delle relazioni umane: lo schermo. Con l’acronimo GAFA si indica l’insieme di Google, Apple, Facebook, Amazon. Queste quattro società non tendono solo al denaro, denaro a fiumi, tendono anche al controllo. Il loro scopo è creare un’infernale distopia dove le persone siano dissociate dalla realtà e concentrate sullo schermo.

La pornografia uccide la sessualità. Chi è abituato allo schermo non è più in grado di relazionarsi con una persona vera. La Svezia, paese della libertà e regno del porno, è costituita da una popolazione dove più del 50% degli uomini e delle donne vivono soli e dove più del 25% delle donne che diventano madri lo fa con sperma comprato su Internet. Per distruggere un popolo occorre fare le operazioni: primo tagliare le radici, convincendo quel popolo che i suoi antenati, la sua religione e la sua storia sono malvagi, e, secondo, isolarne gli individui. 

Dato che madre natura segue linee logiche, ci ha creato non solo in grado di vivere in mezzo agli altri, ma dipendenti degli altri. Il nostro corpo ha bisogno degli altri: da soli non siamo in grado di procurarsi cibo, acqua, riparo.

La nostra mente ha bisogno degli altri, e dallo sguardo dell’altro capisco che sono, e col confronto con l’altro e imparo cosa posso essere. Il nostro sistema immunitario ha bisogno degli altri, ha bisogno di loro virus, dei loro batteri. Meglio che non siano troppi: onestamente non è consigliabile bere che altro e mangiare con le sue posate.

Questi batteri però non dovevo neanche essere troppo  pochi. Vivere in camere sterili non ci va bene. Il nostro sistema immunitario ha bisogno di nemici con cui combattere. Isolamento sociale che, in una fase dove non è più necessario, continua essere imposto a una popolazione terrorizzata, o dal virus o dalle multe, è assolutamente distruttiva. Distruggerà le menti, distruggerà i corpi. Distruggerà i sistemi immunitari. 

Ai bambini è stato rubata l’infanzia. Molti sono fobici, terrorizzati dall’idea di andare in strada, terrorizzati dal virus e di notte li aspetta sotto il letto, luogo da sempre riservato ai mostri. Molti, un terzo circa, hanno perso le lezioni, in quanto non disponevano più computer o di una rete a cui attaccarlo. 

Ragazzi hanno osato incontrarsi nelle strade, e non il normale incontro delle persone vive che oggi viene chiamato con un orrido spagnolismo movida. Sono stati criminalizzati come gli ultimi degli assassini.

Non esiste più un’emergenza epidemia. Con antinfiammatori, immunomodulanti, la vecchia idrossiclorichina, l’eparina e se proprio necessario il plasma, la malattia guarisce casa. Abbiamo le rianimazioni vuote. Abbiamo gli ospedali vuoti.

Eppure si continuano a criminalizzare le relazioni umane. I centri sociali hanno scatenato una gazzarra incredibile a Milano, chiedendo le dimissioni del governatore Fontana. Ammassati gli unì contro gli altri sono stati fissati dai poliziotti e non si sono permessi intervenire.

Poliziotti intervengono come belve su chi ha la mascherina abbassata e su chi osa protestare contro questo governo, inflessibile contro i deboli, e cala le braghe davanti ceti sociali come ha calato le braghe davanti alla violenza nelle carceri, cui ha risposto scalciando anche gli assassini.  

Una vera epidemia mal curata all’inizio ed esasperata in terrorismo sanitario ha annientato i rapporti umani, ha permesso che fossero vietati. Il GAFA sentitamente ringrazia. In questi mesi i suoi profitti sono volati. La gente ha imparato conprare su Amazon, la gente ha imparato a guardare serie televisive, la gente ha imparato a guardare porno, la gente ha disimparato ad avere rapporti sociali. mangiare a una tavola apparecchiata uno di fronte all’altro è considerato un criticità.

L’Eucarestia è stat vietata persino a Pasqua. Tutti abbiamo imparato strada ad avere paura della polizia, cui stanno per aggiungersi 60000 graziosi aiutanti. E se abbiamo una scheda messa male? Il 20% delle famiglie italiane sono già sul lastrico. Non possiamo permetterci anche molto. Meglio rinunciare ai rapporti umani. Tanto ce n’è Neflix. Tenetevi stretti i rapporti una umani. È l’unica cosa che abbia un valore. Spegnete la televisione, spegnete computer, buttate il cellulare. 

Cercate qualcuno con cui scambiare due chiacchiere. Mettetevi sul tetto così che i 60.000 volenterosi osservatori di Boccia, non possano denunciarvi.

Fonte: https://www.silvanademaricommunity.it/

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La Fragilità della Democrazia può portare alla Dittatura e al Regno del Terrore

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Dipinto del XIX secolo di Philipp Foltz raffigurante il politico ateniese Pericle che consegna la sua famosa orazione funebre di fronte all’Assemblea. Wikipedia

 

La fragilità della democrazia – Atene e i tremta tiranni

 

by Edward Whelan May 08, 2020 from ClassicalWisdom Website

 

Atene è tradizionalmente vista come la culla della democrazia …

Tuttavia, come sappiamo, le democrazie sono vulnerabili alle forze antidemocratiche, come il populismo e i movimenti autoritari. Questo è stato anche il caso di Atene.

Per circa otto mesi (404-403 a.C.) la città fu controllata da un’oligarchia filo-spartana nota come i “Trenta tiranni“.

Questi autocrati hanno scatenato un’ondata di terrore e Atene è stata intrisa di sangue durante il loro tempo al governo.

La guerra del Peloponneso

Dopo la sconfitta dei persiani, il mondo greco fu dominato dagli spartani, dai loro alleati e ateniesi.

Tuttavia, nel 431 a.C., la seconda guerra del Peloponneso scoppiò tra le due più potenti città-stato. Questo è stato un conflitto lungo e brutale.

Dopo la disastrosa sconfitta ateniese in Sicilia, il governo democratico fu brevemente rovesciato e sostituito da un’oligarchia.

Gli ateniesi furono sconfitti nella battaglia navale di Aegospotami (405 a.C.) e ciò garantì effettivamente la vittoria di Sparta nella guerra. L’oligarchia che era stata al potere ad Atene fu screditata e presto rimossa dal governo.

Lysander fuori dalle mura di Atene. Litografia del XIX secolo. 

 
La pace spartana
Gli spartani circondarono Atene e chiesero che le sue “lunghe mura” o le sue mura difensive fossero abbattute intorno alla città e al suo porto, il Pireo.
Il re Lisandro dettò i termini di pace agli ateniesi che erano quasi totalmente indifesi. Gli spartani non volevano un ritorno della democrazia che disprezzavano.
Sostennero gli ateniesi che erano solidali con Sparta e che credevano nel governo da un’élite. Con il sostegno degli spartani, controllavano la città.
I leader più famosi dei cosiddetti Trenta Tiranni erano Theramenes e Critias ed erano filo-spartani e odiavano la democrazia e i democratici.
Hanno immediatamente spogliato i comuni cittadini dei diritti politici e governato con un’assemblea di sostenitori accuratamente selezionata.
Dal Pnyx di Atene, una piattaforma tradizionalmente utilizzata dagli oratori, i tiranni annunciarono una serie di misure che ponevano fine alla democrazia in città. Hanno governato con l’aiuto di un presidio spartano e hanno costretto tutti i cittadini a consegnare le loro armi.
Solo 3000 sostenitori dei tiranni avevano il diritto di portare le armi.

The Pnyx (a destra), si trova di fronte l’Acropoli (a sinistra) 

Regno del terrore
I tiranni oi “sorveglianti”, come piaceva essere conosciuti, temevano i loro concittadini, molti dei quali li consideravano traditori.
Chiunque fosse considerato un democratico o potenzialmente in grado di opporsi al proprio governo è stato giustiziato dopo un processo per spettacolo. Innumerevoli uomini ateniesi innocenti venivano spesso giustiziati per essere stati costretti a bere la cicuta del veleno.
I Trenta Tiranni dovevano anche fornire paghe e cibo alla guarnigione spartana. Questo è stato in un momento in cui Atene era sull’orlo della carestia e ha provocato grandi sofferenze.
Gli oligarchi, per ottenere il sostegno popolare, hanno cercato di coinvolgere i comuni cittadini nei loro crimini.
Ad esempio, a Socrate fu chiesto con altri di portare a morte un innocente. Il filosofo ha coraggiosamente rifiutato e quasi fuggito con la sua vita.
Atene era in bancarotta a causa della guerra e i “Trenta tiranni” avevano bisogno di soldi per rimanere al potere e per soddisfare le richieste spartane. Critia, che era il più crudele di tutti i tiranni, decise di uccidere ricchi ateniesi e residenti stranieri e sequestrare i loro oggetti di valore e proprietà.
Ciò fu resistito da Thermanes, ma Critias lo fece eseguire. Era un uomo molto complesso, un poeta e un uomo colto che è un personaggio nel dialogo platonico che porta il suo nome.
Era anche molto crudele e sembrava godere di spargimenti di sangue.

Critia, uno dei trenta tiranni, ordinando l’esecuzione di Theramenes, un membro dell’oligarchia che governò Atene nel 404-403 a.C. Prisma Archivo / Alamy

 

A questo punto, nessuno era al sicuro ad Atene. Si stima che migliaia di persone siano state uccise e molte altre esiliate e imprigionate durante il dominio degli oligarchi.

Il regno dei Trenta tiranni può essere paragonato al “Regno del terrore” nella Francia rivoluzionaria o alle Purghe di Stalin negli anni ’30.

La fine dei “trenta tiranni”

La brutalità e la corruzione dei tiranni era così grande, che tutta la città arrivò a odiarli e non rimasero quasi sostenitori.

Molti altri stati greci non volevano che Atene fosse controllata da un gruppo filo-spartano e temevano il crescente potere di Sparta. Tebe e altri diedero supporto ai molti esiliati ateniesi e formarono unità militari per rovesciare i tiranni e ripristinare la democrazia.

Nel 404 a.C. l’ex generale Thrasybulus riunì un gruppo di ateniesi e in un attacco a sorpresa afferrò il Pireo, il porto della città.

Quindi fortificò una collina che sovrastava il porto in modo che quando i Trenta Tiranni arrivarono con la loro forza per riprenderlo, furono sconfitti.

Questa è stata una vittoria notevole, soprattutto considerando che i democratici erano più numerosi di cinque a uno.

 

Thrasybulus (? – 389 a.C.), Soldato ateniese e statista.  Un disegno di Mary Evans Picture Library.

 

n questa battaglia, Critia fu ucciso e gli oligarchi furono effettivamente senza leader.

Gli spartani intervennero e inflissero una sconfitta a Thrasybulus, ma a costi elevati. Alla fine hanno negoziato un accordo di pace tra i democratici e i trenta tiranni.

Gli oligarchi dovettero lasciare la città e in cambio ottennero il diritto di governare la vicina città di Eleusi.

Nel 403 a.C., Thrasybulus ripristinò la democrazia ad Atene e i tiranni sopravvissuti furono uccisi uno ad uno negli anni seguenti.

Le conseguenze dei trenta tiranni 

Alla fine i democratici ottennero il controllo di tutto il territorio ateniese e pose fine all’influenza di Sparta.

La democrazia restaurata fu molto più moderata di quella stabilita da Pericle nel V secolo a.C. La reputazione di Socrate soffrì molto perché, nonostante la sua posizione di principio contro i tiranni, era stato il maestro di molti di loro, incluso Critia.

Molti credono che questo alla fine abbia portato al suo processo ed esecuzione.

La morte di Socrate, Jacques-Louis David, 1787. Museo Metropolitano d’Arte, New York 

 

Conclusione 

 

I trenta tiranni mostrano quanto possa essere fragile la democrazia. Qualsiasi crisi può essere sfruttata dalle forze antidemocratiche e questo può portare alla dittatura e al regno del terrore.

L’esempio dei tiranni mostra che anche la democrazia è a rischio e non dovrebbe essere data per scontata.

 

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

 

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LA SESTA COLONNA

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Competenza di Dugin: la globalizzazione è abolita – cosa verrà dopo? 

Ciao, stai guardando la competenza di Dugin. 

Il video di oggi è stato creato in circostanze insolite – in quarantena e auto-isolamento. Sebbene l’argomento sia già mortalmente noioso per tutti gli spettatori e le persone, così come lo è la quarantena stessa, volevo ancora dire alcune parole su come capisco tutto ciò che sta accadendo. 

 

Ci sono molte interpretazioni diverse, posizioni diverse – ma vorrei prestare attenzione a una cosa. Il fatto è che nel corso dei cambiamenti che sono già avvenuti nell’economia mondiale, nella politica, nella cultura, nelle tecnologie, nelle strutture di gestione e amministrazione in quasi tutti i paesi del mondo – da questo punto di vista, stiamo già vivendo una realtà completamente nuova.

 

Non si tratta se questo o quel paese stia combattendo il coronavirus in modo efficace o meno, se le autorità russe stiano agendo correttamente o no – non importa nemmeno se la minaccia del coronavirus fosse abbastanza grave da richiedere la demolizione del economia mondiale e sistema globale globale di governance. Questo è tutto secondario.I fatti che possono essere discussi tranquillamente e consapevolmente sono molto più ovvi di un numero enorme di ipotesi, opinioni, opinioni su come il mondo sta affrontando il coronavirus. 

 

Il primo punto che vorrei sottolineare: un sistema globale di governance basato sul liberalismo, la democrazia liberale, il mercato mondiale, la società aperta e il movimento di tutti i paesi a diverse velocità verso un unico mondo globale – l’intera linea ha fallito. Allo stesso tempo, molte persone dimenticano che solo 2 mesi fa, con tutte le resistenze di Cina e Russia offerte nella multipolarità della difesa, le cosiddette tendenze globali e fondamentali della civiltà umana si stavano ancora muovendo verso la globalizzazione. 

 

Abbiamo parlato molte volte della multipolarità e ne siamo ancora sostenitori. Ma se osserviamo come le istituzioni di controllo, governance e influenza del sistema democratico liberale sono penetrate nella Federazione Russa, come è stata effettuata la digitalizzazione, come la democrazia digitale, sebbene con un numero di fallimenti, alla fine sia penetrata nella nostra società, come i rappresentanti dell’élite globale (la “sesta colonna”) controllavano i principali processi della nostra società in larga misura, anche in Cina …  

 

Si potrebbe dire che prima del coronavirus, il globalismo stava vincendo. Sia nel caso della Cina che della Russia, non si trattava di decidere se spostarsi o meno nella direzione dell’Occidente (democrazia liberale), ma in quale direzione muoversi – e con quale velocità muoversi. E in questo caso, la Russia e la Cina hanno solo proposto un rallentamento: “rimandiamo, non ora, ma domani”.

Loro (in qualche modo la Cina e la Russia in pieno) non offrivano alcuna alternativa all’ordine mondiale globale: “Ok, ma non così in fretta per favore. LGBT + sì, ma non ora, apri la democrazia libera, il cambiamento di tutte le strutture con il cosiddetto globale istituzioni del governo mondiale, ma rimandiamolo per domani, diamo l’opportunità di mantenere il sistema di governance in uno stato di transizione per un po ‘più a lungo e aspettiamo che prepareremo la nostra società,il governo mondiale sarà comunque istituito … “ 

Prima dell’inizio dell’epidemia di coronavirus, andavamo tutti in quella direzione e discutevamo più o meno solo della velocità con cui si verifica. Ecco perché la “sesta colonna” in Russia – liberali, sostenitori della via occidentale di sviluppo, capitalismo mondiale, sistema borghese, mercato, democrazia e ideologia dei “diritti umani” – durante i 20 anni del dominio di Putin, non è stata ripulita e fu persino schiacciato. Come era prima, così è adesso.

Continua a mantenere le sue posizioni principali nella struttura di potere. Perché né Putin né i conservatori si sono posti il ​​compito di proporre un progetto alternativo per lo sviluppo futuro. Siamo andati tutti verso lo sviluppo di una società globale. Anche la Cina (con tutta la sua resistenza e il desiderio di adattare la globalizzazione ai suoi interessi economici nazionali) faceva parte di questo processo. 

 

Pertanto, la multipolarità era solo il nostro desiderio: coloro che non volevano stare al passo con i globalisti venivano presentati come oppositori della globalizzazione. Ma non stavamo parlando del fatto della globalizzazione, ma solo della velocità – ora o domani. I conservatori volevano solo ritardare il momento inevitabile, eppure lasciavano entrare il mercato, la digitalizzazione, le nuove tecnologie, le nuove tendenze dell’istruzione e della cultura nella loro società. 

 

La globalizzazione ha attaccato e penetrato la nostra società – ha avuto un supporto fondamentale di fronte a una parte significativa (se non alla maggioranza) delle élite al potere, nelle società russe e in altre. Quindi, ci stavamo muovendo a velocità diverse nella stessa direzione. 

 

E improvvisamente questo modello, questo obiettivo, questo orizzonte verso il quale l’umanità si stava muovendo, si rivelò incapace di superare il problema del coronavirus. 

Questo porta alla nostra prima osservazione: il nostro movimento non può continuare nella stessa direzione, almeno nella stessa forma. Questa è una questione di principio: siamo entrati in una crisi fondamentale, un’era di catastrofe paragonabile alla prima e alla seconda guerra mondiale (almeno dato che crisi come il crollo della borsa di New York e dell’Europa alla fine hanno portato alla seconda guerra mondiale). 

 

In effetti, siamo in una crisi fondamentale dell’ordine mondiale – e se dopo il crollo dell’URSS fosse possibile in qualche modo mantenere il resto del sistema, avendo abbandonato o perso il modello sovietico, oggi l’unico polo geopolitico rimasto, il unico punto di riferimento del mondo, è crollato. Le conseguenze di ciò sarebbero difficili da sopravvalutare. 

 

L’ordine mondiale è crollato. O è già crollato o sta per: il sistema mondiale non sarà in grado di tornare al suo stato pre-coronavirus. La domanda non è più quanto velocemente accadrà, dal momento che non sarà affatto possibile. Abbiamo un futuro completamente imprevedibile davanti a noi. Era assolutamente prevedibile fino all’ultimo momento: tutti discutevano solo ora o più tardi, tutti discutevano della velocità, ma non della direzione. L’umanità si stava muovendo verso l’ontologia orientata agli oggetti,

 

un unico governo mondiale, a diverse velocità – qualcuno si affidava alla comprensione di essere stati condotti al macello (come la Russia), la Cina stava cercando di essere coinvolta nel processo nei propri interessi, per cavalcare la tigre,scivolare tra vicinanza e apertura (aveva almeno una prospettiva maggiore) – ma tutti stavano andando in una direzione. Ora abbiamo raggiunto un punto in cui è impossibile continuare a farlo, c’è stato un problema tecnico, una crisi fondamentale dell’efficacia dei sistemi di controllo di gestione …

Nel cuore della globalizzazione, è apparso il virus – con frontiere aperte, la capacità di viaggiare ovunque, in un’economia mondiale completamente dipendente dalla delocalizzazione (produzione in un posto, centro finanziario in un altro, gestione politica nel terzo, militare nel quarto. ..).

La dispersione di centri di influenza in tutto il mondo e l’apertura dei confini, l’apertura delle società di fronte al coronavirus, non li hanno resi in grado di far fronte a questa sfida (ad esempio sviluppando un vaccino o arrestando la diffusione del virus), potevano non rispondere all’epidemia.

 

La diffusione globale del virus divenne rapidamente un fatto compiuto – nessun vaccino, nessuna azione efficace – tutte le società iniziarono a sopravvivere come meglio potevano, tutte le società chiuse. Siamo convinti che questo sia temporaneo, che tutto si aprirà presto – ma non c’è niente di più eterno di qualcosa di “temporaneo”. Non solo nel nostro paese, ma in generale. La reazione di persone, governi, sistemi amministrativi al coronavirus è stata la stessa: chiudere. Non aprire ancora di più, non rivolgersi a strutture transnazionali (che dovrebbero dimostrare la loro efficacia in queste condizioni

… Al contrario, tutti, ovunque, chiusi: regioni e stati chiusi, le persone sono state costrette a rimanere nella loro case, interi paesi erano chiusi, centri pubblici chiusi – tutto era chiuso.Questa è l’unica risposta efficace alla minaccia del coronavirus. Il liberalismo e il globalismo hanno creato le condizioni più favorevoli per la diffusione dell’infezione globale – e quando si è verificato, non hanno avuto risposta. L’intero sistema è inefficace. Questa è una conclusione fondamentale.  

 

E cosa succede dopo? E come usciamo? Quando usciremo dalla quarantena? Ma prima di tutto, dobbiamo renderci conto che ciò che è accaduto è irreversibile. Il mito sull’ultimo, l’unico polo – il futuro occidentale, il liberalismo, i diritti umani, la società civile, la globalizzazione, il capitalismo e la sua incondizionata efficacia – è crollato. Tutto questo è andato.  

 

Qual è il prossimo? Spazio aperto, qualcosa di ancora più spaventoso. Se l’ultimo polo è caduto, nessuno accetterà nulla automaticamente. La Cina stessa ha sofferto molto. Sebbene abbia fatto meglio di altri, l’intera economia e il sistema cinesi, la prosperità del paese, si basavano su un’effettiva partecipazione alla globalizzazione. Quando Trump ha chiuso le attività cinesi, le attività commerciali in America e la Belt and Road Initiative sono state temporaneamente sospese: la Cina ha dovuto affrontare una sfida che sarebbe stata difficile da affrontare.

 

In ogni caso, nessuno accetterà il sistema cinese – almeno non ora. Nonostante il coronavirus e la dimostrazione dell’efficienza del governo, la Cina è un paese prospero solo grazie al suo coinvolgimento nei processi globali. Di conseguenza, non è un sistema che può essere accettato come alternativa. Tuttavia, la Cina deve essere presa sul serio,dato che è finito nella migliore posizione rispetto all’epidemia. 

 

Il futuro è ora aperto. Un futuro prevedibile e stantio si incarnò nell’economia e nella politica occidentali e nella diffusione della “sesta colonna” – élite orientate all’occidente che controllavano i centri vitali chiave delle società, anche in Cina, nella sfera economica. Oggi, quelle forze si scatenano da un colpo colossale. 

 

Ciò che era prevedibile è diventato imprevedibile, ciò che era garantito ora è tutt’altro che e il guasto del sistema richiede nuove risposte. Allora cosa sono? Non vorrei saltare alle conclusioni. Capire che non c’è via di ritorno è un’idea così fondamentale che bisogna pensarci da soli durante l’intera quarantena senza andare oltre. Se non c’è ritorno, allora cosa ci aspetta? 

 

La seconda conclusione mostra una profonda paralisi della volontà: emergeranno teorie della cospirazione che suggeriscono che i globalisti lo hanno fatto apposta, che non possono più continuare il modello di governance mondiale che avevano praticato a lungo e che si sono posti il ​​compito di ridurre la loro popolazione, di stabilire una sorveglianza diretta in una dittatura digitale, di introdurre microchip, di vaccinazioni su scala globale e di istituire un governo mondiale non in una forma morbida dalla società civile, ma in una forma dura: se vuoi vivere, prendere il vaccino e, in esso, forse, un ulteriore gene di controllo.

Da qui l’orrore, il panico e la paralisi del futuro. Il futuro è ancora una volta determinato – solo che non sarà un graduale movimento verso la globalizzazione, ma più acuto e più duro, la democrazia sarà definitivamente eliminata, verrà istituita una dittatura satanica liberale globale, le chiese chiuderanno, la “sesta colonna” che controlla che lo stato passerà rapidamente al dominio totalitario.

E invece della pseudo-democrazia, verrà istituita la tirannia globale della schiavitù digitale e dei campi di concentramento, e la quarantena e l’isolamento vengono istituiti per questo scopo. Tali sentimenti sono molto popolari nella nostra società e in tutto il mondo e dagli studi sulla cospirazione è emersa un’intera tendenza.

I media hanno iniziato a censurare queste idee e chiamandole notizie false. Queste idee sono soggette a rigida censura,il che spinge le persone a convincersi solo che esiste un piano del genere. 

 

Tuttavia, tieni presente che la teoria di una cospirazione mondiale ha, a mio avviso, due difetti fondamentali. La prima è la mancanza di volontà. Le persone che lo notano non sono pronte a dire di no, a resistere, a proporre un progetto alternativo dicendo che una volta che il mondo è crollato, costruiamone uno nuovo. Credono che il prossimo passo sia completamente predeterminato, non si può fare altro che cadere nella disperazione e protestare istericamente nel loro isolamento o cercare di sfuggire alla supervisione. 

Tutte queste reazioni indicano che le persone non sono pronte per il futuro. Se il sistema ha fallito, in questo momento, si è aperta una finestra, un momento di opportunità; dovremmo e potremmo far avanzare il nostro piano alternativo per il futuro. Ma invece, sentiamo “di cosa stai parlando, quale piano alternativo? Tutto è predeterminato!” È così che uccidiamo e paralizziamo la nostra volontà. 

 

Se pensiamo che il sistema mondiale globale sia scivolato e crollato, dobbiamo pensare a ciò che dobbiamo fare dopo: creativo, significativo e, naturalmente, rischioso (costruire il futuro è sempre rischioso). Ma almeno questo risveglia l’insubordinazione in noi. E la teoria della cospirazione secondo cui tutto ciò è intenzionale, che non esiste alcun virus – questo negazionismo paralizza ogni sforzo, speranza e desiderio di fare qualcosa di costruttivo, dato che il modello unipolare è collassato con il coronavirus. 

 

Ancora una cosa: c’è stato un appello alla “sesta colonna”. “La sesta colonna” è un parassita. Le reti di influenza liberale in ogni società non sono solo liberali convinti. Tra questi, non ci sono molti fanatici che seguirebbero il globalismo verso il totalitarismo satanico. Ci sono sostenitori di Ayn Rand e dei liberali satanisti che odiano veramente il lavoro, la società, le persone e la giustizia sociale, ma ce ne sono pochissimi. Le masse semplicemente credevano nell’efficacia di questo sistema e delle élite globali, erano convinte che avrebbe funzionato senza intoppi e in linea con il modello dominante. 

 

Ora, di fronte al coronavirus, la maggior parte dell’élite globale è completamente confusa. In realtà sono disarmati dal fatto che il loro “simbolo di fede”, i loro scambi, i prezzi del petrolio, le loro tendenze, le loro fonti di reddito, sono crollati. Nel complesso, sono in stato di shock. Semplicemente non sono pronti per la prospettiva di stabilire una dittatura globale dell’anticristo, soggettivamente o emotivamente. 

 

Ciò non significa che non esiste una tale minaccia. In effetti, a giudicare da ciò che gli oratori estremisti del liberalismo globale, le persone antidemocratiche e completamente ciniche come Bernard Henri Levy, George Soros, Mark Zuckerberger o Bill Gates, stanno cercando di dirci, sembra abbastanza probabile che ci sia. 

In effetti, l’idea di utilizzare la situazione attuale per istituire un campo di concentramento postliberale digitale gestito dalle élite politiche ed economiche occidentali è rilevante, ma guardando a come lo fanno, lo stupore dei loro stessi sostenitori e delle loro sette globaliste alla testa di molti stati, compresa una parte significativa dell’élite al potere russa, si può solo concludere che nessuno di loro era pronto per la situazione attuale in anticipo.

 

Se tentano di utilizzare la situazione per far avanzare ulteriormente i piani di cifratura, vaccinazione e creazione della tirannia, che non possono essere esclusi, non avranno automaticamente e facilmente successo. Dobbiamo essere pronti per questo, ma la cosa più importante, penso, è che dobbiamo fissare le posizioni più fondamentali nella storia del coronavirus.Il sistema mondiale che esisteva e sembrava eterno tre mesi fa è già crollato. Viviamo, se lo confronti con l’Unione Sovietica, proprio all’ultimo momento, l’ultimo secondo della sua esistenza. 

 

Siamo ora tra la fine del 1990 e l’inizio del 1991 e non ci sarà modo di tornare al periodo precedente. 

 

Non escludo la possibilità che accada qualcosa di peggio, dobbiamo essere preparati anche per quello, ma cosa ci impedisce di approfittare di questa situazione?

Tutto ciò che sta accadendo non sta accadendo da solo e ci sono molti rischi e pericoli, ma penso che oggi dobbiamo presentare un nuovo programma mondiale, un programma per una nuova umanità, un nuovo programma di sistema economico, sociale, politico, educativo , completo di una nuova cultura e una nuova civiltà.

Dobbiamo considerare il crollo dell’ordine mondiale globale come un’opportunità, un’opportunità. Non è un dato di fatto che saremo in grado di sfruttare questa opportunità, non è un dato di fatto che vinceremo, non è un dato di fatto che saremo anche in grado di iniziare questa guerra per il futuro – ma siamo in un situazione in cui sarà possibile farlo per qualche tempo. 

La finestra delle opportunità potrebbe chiudersi in un modo o nell’altro, ma l’attuale quarantena, a mio avviso, dovrebbe essere utilizzata principalmente per concentrarsi sull’immagine del futuro.  

 

Anche qui i patrioti e i sostenitori della giustizia sociale, della destra, della sinistra e di tutti gli oppositori del sistema mondiale liberale globale devono unire le forze. È necessario lasciare offese e differenze ideologiche in passato, dobbiamo creare un quartier generale per progetti di civiltà alternativa, contatto con rappresentanti di altre culture e popoli, che si trovano in situazioni molto simili.

Oggi nessuno ha una mappa per il futuro ed è più difficile che mai per i globalisti imporre la propria volontà senza alternative e senza ostacoli. Stanno andando peggio che mai. Se stiamo andando male, l’élite al potere sta andando molto peggio, perché l’intero modello con cui hanno sfruttato ideologicamente e quindi economicamente, politicamente e socialmente le masse del mondo ha toccato il fondo e collassato. Oggi,le persone hanno la possibilità di ribellarsi al sistema unipolare globalista e questa possibilità deve essere colta.

 

®wld 

Il tempo che non hai mai avuto oggi ce l’hai

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Visto che siete in casa e di tempo ne avete, vista la quarantena imposta, consiglio di guardarvi in piena libertà questo video sotto esposto, per carità nulla di cui questo blog ne abbia già parlato in dieci anni di attività, ma questo video raccoglie tutto, a partire dalla religione, fino ad arrivare a ogggi, manca solo il #CORONAVIRUS, l’astuta arma per condizionare e obnubilare il cervello, con la paura della morte, paura che insita in tutti gli esseri viventi e non per niente peregrina visto che si muore veramente per questa epidemia, oggi pandemia, pandemia che nei decenni e secoli scorsi si è sempre verificata, falciando migliaia di vite, come le guerre che si sono succedute fin dagli albori della storia umana.

Buona visione 

 

 

®wld

La filosofia del denaro di Keanu Reeves in 5 lezioni lucide

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Il denaro può essere un mezzo di benessere o preoccupazione, secondo queste lezioni di Keanu Reeves 

Il famoso attore Keanu Reeves ha una posizione molto particolare sul denaro. Mentre la maggior parte di noi non genera le quantità di denaro che caratterizzano attori come Reeves, le loro idee sul denaro possono darci un po’ di luce in modo che non rappresenti un problema che ci impedisce di perdere la concentrazione sulle cose che conta davvero nella nostra vita.

Vediamo

 

 

 

l denaro aumenta lo stress

 

Essere consapevoli di quanti soldi vengono aggiunti o sottratti dal tuo conto bancario aumenta lo stress della tua vita, dice Reeves. 

Lavori per ottenere denaro, coprire le esigenze di base e perché no, acquisire lussi. Tuttavia, più proprietà possediamo, è necessario investire più tempo e attenzione. 

Quando non abbiamo tante cose di cui preoccuparci, possiamo dedicare il nostro tempo ad altre attività: più tempo per noi stessi, più tempo con i nostri cari, più tempo per cooperare in altri spazi vicini per migliorarli – come le associazioni civili o le fondazioni senza scopo di lucro (Come Keanu, che per molti anni dona anonimamente la maggior parte dei suoi guadagni a una fondazione per combattere la leucemia) -.

 

  

 

Quando l’area finanziaria della tua vita prospera, un’altra area della tua vita soffre  

Quando dedichiamo molta più attenzione a un solo aspetto della nostra vita (in questo caso quello economico) trascuriamo gli altri e probabilmente inizieremo ad avere problemi in altri settori: le nostre relazioni personali o di coppia, al lavoro, con la famiglia ecc. 

Imparare a dare il meritato tempo e spazio ai soldi impedirà ad altre aree della vita di essere riempite di problemi e oneri inutili. 

Per Keanu Reeves, la cosa più importante è la cura della tua salute, quindi l’uso principale che dai ai tuoi soldi è quello di garantire una buona salute, sia fisica che mentale.

 

 

Il denaro è un risultato secondario.

 

In diverse interviste, a Keanu Reeves è stato detto che grazie ai suoi film ha guadagnato molti soldi, a cui risponde: “Sì, ma molte persone si sono già divertite prima”. Con questa posizione l’attore allude a un’idea più o meno ricorrente di sviluppo umano, secondo la quale il desiderio e il gusto personale devono avere il primato sull’interesse per il denaro. 

In altre parole: l’importante è dedicarti a ciò che vuoi e ti piace, dedicarti completamente a ciò, mettere tutte le nostre risorse nell’attività che ci soddisfa e ci fa sentire pieni, e quindi, come guadagno secondario, molto probabilmente appare i soldi 

Questa idea è molto vicina alla domanda che una volta Alan Watts poneva ai suoi studenti: “Se il denaro non fosse importante, cercheresti quello che vuoi veramente? Secondo Watts, quando una persona si arrende alla sua attività preferita, finisce necessariamente per dominarlo e, quindi, finisce per essere riconosciuto e premiato per i suoi sforzi.

 

  

 

Lascia che i soldi funzionino per te, non per i soldi

Secondo Keanu, il denaro dovrebbe aiutare a semplificare la nostra vita e non, come abbiamo detto prima, riempirlo di preoccupazioni. Fare soldi il nostro obiettivo di vita è in qualche modo renderlo un “maestro” che serviremo sempre, insaziabilmente.

 

 

 

Vivi generosamente 

 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la generosità non dipende dalla quantità di denaro che hai nel tuo conto bancario o nel tuo portafoglio. La generosità è un atteggiamento che una persona adotta di fronte alla vita e di fronte agli altri. Dare senza riserve o condizioni. Dai ciò che abbiamo e che, in fondo, non è mai un possesso assoluto. Dai valore inestimabile (tempo, attenzione, amore). Dai, infine, perché come sottolinea Erich Fromm in L’arte dell’amore, tutto ciò che diamo ci ritorna. 

Il denaro è senza dubbio una delle maggiori preoccupazioni della maggior parte delle persone oggi. Senza ridurre al minimo l’importanza di questo bene, una delle grandi lezioni di questo attore è vivere in modo semplice e senza l’aspirazione di accumulare ossessivamente denaro, oggetti e relazioni, che alla fine ci causano livelli di stress inutili.  

 

Anche in Pajama Surf: Seneca, che era l’uomo più ricco del mondo, su come non essere schiavo del denaro e della ricchezza  

 

Immagine di copertina: Always Be My Maybe, Nahnatchka Khan (2019)

 

Fonte: https://pijamasurf.com/  

 

®wld 

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