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la tecnocrazia ti ama solo se obbedisci e se sei taggato

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Il Fascismo del Ticketmaster, il blocco di Biden e riduzione della popolazione, patrioti, guerra per la libertà

di Jon Rappoport

Il Ticketmaster ha un piano. 

Per poter aprire di nuovo locali e mettere in scena concerti di musica, i membri del pubblico dovrebbero mostrare la prova della vaccinazione o un recente test negativo del virus. Altrimenti non sarebbero in grado di acquistare un biglietto.

Perfetto. Uno stadio pieno di pecore obbedienti e autocompiacenti. Cosa suoneranno i musicisti? Marce funebri?

Ma questo è solo il primo passo nel processo più ampio. Pensaci bene. Alla fine, nessuno dovrà mostrare le prove, perché, al di là delle manipolazioni di Ticketmaster, lo stato medico di TUTTI sarà accessibile su un database.

Questo è ciò per cui questi esercizi di formazione “a prova di spettacolo” condizionano le persone.

Questo è il nuovo ordine mondiale in azione. Vuoi fare acquisti, tagliarti i capelli, volare, andare in ufficio, entrare in uno spazio pubblico? Sei già taggato. L’intelligenza artificiale ti ha nel database. Sei stato testato o vaccinato o altrimenti niente da fare

Quindi, se pensi che la ribellione non sia necessaria, ripensaci. Il mondo bloccato, in alto e di traverso: la tecnocrazia ti ama solo se obbedisci.

L’incubo della task force COVID di Biden sta prendendo forma, mentre i suoi assistenti continuano a sostenerlo e fingere che le elezioni siano in aumento. Il dottor Michael Osterholm, che interpreta il severo maestro di scuola, sta dipingendo un quadro di un inverno buio; vuole un blocco nazionale in tutti gli stati. TUTTI andrebbero al welfare federale, per farli passare, fino a quando gli esperti non diranno che è sicuro uscire in punta di piedi.

Nessun problema. Basta fermare l’intera economia. Comunque non ne avevamo davvero bisogno. Solo i deplorevoli vogliono lavorare.

Un altro nuovo membro della task force, il dottor Zeke Emanuel, che è, ovviamente, un bioetico, ha affermato in passato che 75 anni di vita per qualsiasi individuo sono abbastanza. Dopodiché, è ora di morire. Nessun motivo per occupare spazio.

Conosce l’età di Biden? Sa che la schiacciante percentuale delle cosiddette morti per COVID si verifica negli anziani? Forse lo fa. Certamente dovrebbe. È un esperto.

Pertanto, non è solo un bioeticista, è un riduzionista della popolazione. Esattamente l’uomo di cui abbiamo bisogno per “guidare la risposta al virus”. È facile: lascia morire gli anziani. Questo si prende cura di quello. Le soluzioni più semplici sono spesso le migliori.

Possiamo presumere che la task force Biden spingerà per un vaccino COVID OBBLIGATORIO. Dopotutto, è già pagato. I principali candidati sono i vaccini a RNA. La tecnologia non è mai stata approvata per alcun farmaco o vaccino precedente. È sperimentale.

In precedenti studi clinici, ha causato seri problemi. Risposte infiammatorie eccessive. È un bel modo per dire che il corpo attacca se stesso.

Vediamo. Un vasto esperimento, comandato da Control Central. Un’intera nazione di porcellini d’India, pronta a sparare. Ti ricorda un precedente passato, diciamo, in Germania?

In caso contrario, non preoccuparti. La storia non ha importanza.

Ho passato gli ultimi nove mesi, in oltre 200 articoli, a smantellare la folle favola di una “pandemia”, da ogni punto di vista fattuale significativo. L’esistenza del virus SARS-CoV-2 non è mai stata dimostrata. Il test PCR emette falsi positivi come monete da una slot machine truccata, creando così numeri di casi falsi, che vengono utilizzati per giustificare i blocchi e la devastazione economica, chesembra essere il vero scopo dell’operazione.

COVID è l’ultimo tremore titanico di una lunga serie di shock globalisti mirati alla civiltà.

Una delle caratteristiche principali della disintegrazione a cui abbiamo assistito è l’annullamento di ogni dibattito razionale. Questo approccio nichilistico afferma che un’idea è inutile se la persona che promuove l’idea ha un “difetto personale”.

A parte l’errore puerile di attaccare la persona e non riesaminare l’idea, l’intera campagna è insensata, perché ogni persona può essere criticata per avere un difetto. Pertanto, nessuna idea sotto il sole vale la pena considerare o mettere in pratica.

In fondo a questa tana del coniglio dell’anarchia, arriviamo finalmente al Bene contro il Male.

Ricordi la storia di San Giorgio e il drago? Ecco una versione ridotta:

Questa vile creatura, che vive in uno stagno, controlla una città di cittadini terrorizzati. Emette veleno nell’acqua e nella terra. Le persone offrono sacrifici come placamento: i loro animali, e poi i loro figli. Ma questo sforzo fallisce. Alla fine, la figlia del re, la principessa, viene mandata a essere divorata dal drago – a quel punto arriva San Giorgio. La principessa, in un atto di stupefacente sacrificio e purezza, cerca di mandare via San Giorgio, per proteggerlo. Si rifiuta. Carica il drago e lo ferisce con la sua lancia, quindi lo decapita con la sua spada.

Il trionfo del Bene sul Male.

Ma nel nostro mondo, per un lungo periodo di tempo, sono state eseguite molte operazioni di successo, per trasformare le persone in draghi.

Un gran numero di cittadini ora vede il Bene come il nemico.

Ciò che è buono, puro e giusto deve essere distrutto.

Nella nostra città, la percezione diventa: “la popolazione è controllata da San Giorgio e il drago arriva per salvare la situazione”.

Questo capovolgimento del Bene e del Male, ovviamente, è invisibile ai “normali”, che sono stati addestrati a credere nell’autorità ufficiale.

I draghi moderni odiano la libertà. Vogliono ucciderlo. Odiano ciò che è puro. Vogliono deturparlo. Odiano le idee. Vogliono cancellarli.

Questa tirannia cadrà.

“Di tutte le tirannie, una tirannia esercitata sinceramente per il bene delle sue vittime può essere la più opprimente. Sarebbe meglio vivere sotto baroni rapinatori che sotto ficcanaso morali onnipotenti. La crudeltà del barone ladro a volte può dormire, la sua cupidigia può a un certo punto essere saziata; ma coloro che ci tormentano per il nostro bene ci tormenteranno senza fine … Essere ‘guariti’ contro la propria volontà e guariti da stati che potremmo non considerare come malattie è da mettere al livello di coloro che non hanno ancora raggiunto l’età della ragione o di chi non lo farà mai; essere classificato con neonati, imbecilli e animali domestici “. CS Lewis, 1948. 

Questa tirannia cadrà e, mentre lo fa, il viso gentile e sorridente del leader, il volto vuoto del burocrate, il volto arrogante dello scienziato mostreranno il rictus del loro drago dietro le loro maschere.

La frode di blocco COVID; la devastazione economica; la marcia verso il socialismo; l’anarchia di saccheggi, incendi e aggressioni; la schiavitù tecnocratica della sorveglianza; censura della verità; l’unificazione forzata del pensiero collettivista; tutte parti della stessa ossessione fascista per il controllo.

Coloro che conoscono la libertà resistono e resisteranno. Una massa critica si sta avvicinando. La forza dall’alto non lo scoraggerà. Il male sta esagerando.

Tu ed io non siamo su questa Terra per arrenderci.

Il sole non sorge al mattino per splendere su otto miliardi di animali umani addomesticati.

Il sole non sceglie di brillare solo sulla feccia rancida che vuole dominarci.

La guerra di migliaia di anni per stabilire la libertà individuale non è stata combattuta in modo da poter mettere da parte la libertà come un possesso stanco. La libertà di ognuno di noi è sempre lì, in attesa di essere messa in pratica.

Non muore mai. Nello spirito, nemmeno noi.

“Il soldato estivo e il patriota solare, in questa crisi, si ritireranno dal servizio del loro paese; ma colui che lo sostiene ora, merita l’amore e il ringraziamento dell’uomo e della donna “. Thomas Paine, 23 ottobre 1776. 

Fonte: https://blog.nomorefakenews.com/2020/11/18/ticketmaster-fascism-biden-lockdown-population-reduction-war-for-freedom/

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SIAMO ALLE SOLITE…CALIMERO

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SIAMO ALLE SOLITE…CALIMERO! Tu non sei nero, sei solo sporco!

Guarda il video QUI

di: Dottor RobertoSlaviero-14.11.20

Il pulcino Calimero, nato un pò dopo la schiusura delle altre uova, cercando la mamma gallina, cade in una pozzanghera,  diventa nero e non viene riconosciuto dalla mamma.

Poi grazie alla massaia, che lo lava con il prodotto pubblicizzato, torna bianco e ritrova la mamma gallina.

Mitico Carosello negli anni di forte crescita del dopoguerra, anni 60, a cui ho avuto la fortuna di assistere e partecipare.

Carosello, che chiudeva la serata dopo le notizie del  Tg e poi i bimbi…tutti a letto!

Calimero era un buon pulcino, però ne combinava spesso, da   ciò nacque il detto

“siamo alle solite Calimero“.

Il triste mondo nel quale stiamo vivendo oggi, ne combina di tutte le sorti e purtroppo, a differenza di Calimero, non basta uno sbiancante per togliergli lo sporco che ha accumulato!

Uno sporco solidificato, incrostato e difficilmente solubilizzabile, che sta portando alla rovina milioni e milioni di persone; che sta cancellando in pochi mesi, diritti e libertà acquisite, almeno nel mondo occidentale, post seconda guerra. 

Il tutto, per una truffa colossale, chiamata Pandemia.

Io non voglio più parlare della malattia; malattia curabilissima anche a domicilio, con la giusta assistenza medica ed infermieristica, a parte i soliti casi gravi, soprattutto degli anziani.

Anche i casi gravi comunque si curano e la mortalità fa parte della vita; in Italia muoiono ogni giorno circa 1600 persone.

Parlano oggi di Ospedali già  sovraccarichi;

potevano assumere più personale medico ed infermieristico in questi 6 mesi?

E’ sufficiente ricoverare un anziano positivo, anche con poca sintomatologia  in un reparto Covid, ed aumentano i numeri e la difficoltà gestionale ospedaliera, con tutte le misure di prevenzione, che rasentano la follia e stravolgono la normale attività dei reparti.

La truffa peggiore è quella dei tamponi!

A seconda dei CICLI DI AMPLIFICAZIONE DELLA REAZIONE PCR, si può trovare anche la totalità della popolazione POSITIVA.

In Italia, pare che usino Kit Pcr con cicli di amplificazione che raggiungono i 40 o più.

In Germania, pare non superino i 25 cicli, per cui: in Italia, a parità di tamponi effettuati, possono risultare positivi il triplo o più  persone!

Kit di tamponi (oltre 100 in commercio), tra l’altro mai validati da un’autorità competente!

Fauci, il famoso responsabile della Sanità Usa, ha dovuto affermare che oltre i 35 CICLI DI AMPLIFICAZIONE, tutto può succedere e quindi i risultati VANNO CESTINATI.

E lo dice Fauci, non certo un complottista, magari amico di Trump!

Lo scandalo è colossale e il nostro scandalo in Italia, sono le reticenze e le paure di una classe politica completamente allo sbando, capace solo all’ubbidienza dei Diktat che arrivano dall’alto: fondi di investimento e macro investitori internazionali, che possiedono il 99% dei media internazionali.

Fanno schifo, nella loro perfida ingordigia di accaparrarsi tutto e fanno ancora più schifo i nostri eletti, che gli baciano il culo per quattro soldi e per una carriera politica.

Oggi un anziano qui in farmacia mi ha detto:

“dottore, ma i tizi che decretano limitazioni delle libertà personali e perdita di lavoro e soldi, perché non si annullano anche i loro stipendi?“

Sto pensando ed esempio nell’Amministrazione pubblica, chi torna a lavorare al computer, a casa magari…forse a molti di loro va bene cosi…poche ore di lavoro e molto YouTube e film…senza offesa per gli onesti!

Il Governatore del Veneto ha detto l’altro giorno, che troppe persone sono andate in montagna od al mare, con quelle stupende giornate dello scorso fine settimana e adesso…ZONA GIALLO ARANCIO PLUS!

Minacce stile mafioso e non’è il solo, sebbene amatissimo dai veneti.

E questa mania dei colori, mangiate forse funghi allucinogeni?

Magari … non direbbero tali cazzate e sarebbero più rilassati…non riesco a capire la loro dieta, certamente non mediterranea…vergogna!

All’aria aperta si vive bene e non ci si ammala, razza di idioti!

Altro che mascherine, mascherine addizionate magari con metalli pesantucci, che nocciono alla salute…ci sono laboratori di analisi che ci stanno lavorando e si stupiscono dei risultati…a breve comunicazioni in merito!

E la gente ascolta ancora questi malavitosi di basso rango e crede a tutto ciò che dicono e trema per la paura di morire, causa virus corona…Ho pena per loro.

Comunque, l’operazione mondiale in atto, è volta a  distruggere l’intrattenimento, la socialità e lo spostamento delle persone, il turismo, che crea benessere e ricchezza per tutti.

Li immaginate sti schifosi riccastri, mezzi depravati sessuali, che hanno deciso che l’energia sta finendo, che non si può più mantenere questo stile di vita … ecc ecc…w le intelligenze artificiali, non sarà più come prima…

E perché continuate allora le guerre per l’approvvigionamento del petrolio e gas, loschi sfruttatori mondiali?

Non avete deciso di fare tutto elettrico? Prenderete l’energie ambientali, stile Gretina?

Imbroglioni produttori di energia atomica!

Certo, non sarà più come prima, perché nel frattempo, non so tra quanti mesi, alcuni Stati azzoppati o molti milioni di persone in vari Stati del pianeta, si incazzeranno e scoppieranno guerre e rivolte civili.

E se non succederà, vorrà dire che hanno ragione loro, i depravati, e quindi la massa di idioti ex Sapiens, si merita una fine ingloriosa, da schiavi e pezzenti sottomessi ai pochi della cima della Piramide!

Reddito universale…ma andate a c…re!

Screening obbligatori per chi lavora, altrimenti sta a casa … ricatti anticostituzionali…Una deriva dittatoriale non degna delle ex democrazie europee.

Guardate anche gli Usa…uno scandalo allucinante, dove Biden si è autoproclamato, con i media festanti, Presidente.

Ho sentito ieri l’intervento di un Senatore repubblicano al Senato Usa, dove riaffermava il principio della legalità, affermando che la nomina a Presidente non viene fatta dalla CNN, per fare un nome, quindi aspettate please!

Nella prima decade di ottobre, vi sono state le vaccinazioni antinfluenzali 2020-21 e “stranamente“, dalla fine ottobre, la curva dei malati con virus è salita; vi ricordate l’anno scorso nelle provincie di Bg e Bs, cosa accadde? Fate schifo.

Stati che limitano le libertà, che affliggono i cittadini, che rompono i (……..) alle persone normali.

Stati che eseguono ordini e basta.

Questa è guerra, punto e basta!

A marzo era una presunta pandemia, ma oggi è una guerra dichiarata e conclamata contro l’umanità, soprattutto contro gli umili ed i deboli. E in guerra, ognuno ha il diritto e dovere di difendersi.

Speriamo che le forze dell’ordine ci vadano piano, quando dovranno limitare le sommosse; anche loro hanno famiglia e hanno giurato solennemente sulla Costituzione italiana!

Il continuo martellamento del “nulla sarà come prima“, o vi ricordate, quelle due (……..) alla finestra in chiusura a marzo, che  cantavano “andrà tutto bene“; nonché questo slogan, coniato da qualche bandito del governo e pubblicizzato in Tv da facce note, pezzi di ..erda anche loro, ci ha portati in questa situazione!

E la gente guarda ancora la Tv e ride … ah ah ah…si, che fighi sono i blogger e gli attori, che ispirano fiducia e danno speranza. Speranza, il peggio del peggio!

Lottate per riacquistare i vostri diritti, caxxo! E quella donna, mi pare vice ministra, che dice; al cenone di Natale solo i parenti di primo grado. Se l’avessi qui di fronte, le mollerei un ceffone…

Prima o poi ve ne andrete a casa, vigliacchi traditori della Patria, per quel che ne resta, e vi auguro un futuro non roseo, ma nerissimo, colorato alla Calimero!

Ai poveracci, che credono ancora nella pandemia, auguro che il vaccino che faranno, possa liberarli, definitivamente … vaccino miracoloso, conservato a circa – 80 gradi! Iniettato a 37 gradi centigradi produrrà effetti fantastici, studiatevi un po’ di chimica e fisica!

Ricordate i 300 spartani, sotto il comando di Leonida? Hanno bloccato un esercito persiano enorme alle Termopili, procurandogli perdite per oltre 20mila uomini. Alla fine sono morti, ma hanno scassato mezzo esercito persiano,  gli hanno fatto un mazzo…

«Dei morti alle Termopili gloriosa la sorte, bella la fine, un altare la tomba, di singulti il ricordo, compassione la lode. Un tal sudario né la ruggine né il tempo divora tutto oscurerà.

Questo sacello d’eroi valorosi come abitatrice la gloria d’Ellade si prese. Ne fa fede anche Leonida, re di Sparta, avendo lasciato di virtù grande ornamento ed eterna gloria.»

https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_delle_Termopili

Riprendetevi un po’ di orgoglio, femminucce italiche viziate!

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/

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Mattarella convoca i militari: coprifuoco, paura per gli Usa?

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Mattarella convoca i militari: coprifuoco, paura per gli Usa?

 Coprifuoco notturno come in Francia (con il pretesto del Covid) alla vigilia delle elezioni americane? La notizia rimbalza ovunque: Sergio Mattarella ha convocato per il 27 ottobre il Consiglio Supremo di Difesa. Ordine del giorno: «Conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla Nato e all’Unione Europea», nonché «aggiornamento sulle principali aree di instabilità e punto di situazione sul terrorismo transnazionale», e infine «prospettive di impiego delle forze armate nei diversi teatri operativi».

Militari presto schierati in modo permanente nelle strade italiane? L’attenzione si sposta immediatamente negli Usa, dove si teme stia per accadere qualcosa di inaudito: voci insistenti danno per certo che il Pentagono sia pronto a vigilare sulle elezioni più drammatiche della storia, probabilmente con risvolti senza precedenti. 

Devastante la polemica agitata da Trump in queste ore: emergono le prove di finanziamenti indebiti che Joe Biden avrebbe ricevuto dalla Cina tramite il figlio, Hunter, già al centro di uno scandalo petrolifero in Ucraina. Molte città statunitensi sono state devastate dalle violenze di formazioni come “Antifa”, manipolate per creare caos dopo le indignate proteste iniziali per il razzismo della polizia.

Le elezioni più blindate della storia finiranno in rissa? E’ per questo che anche l’Italia si prepara al peggio, cioè a una crisi mondiale di rilievo anche militare?   Domande per ora senza risposta, alimentate da notizie necessariamente frammentarie. Il Consiglio Supremo di Difesa – si legge sul sito del Quirinale – è il principale strumento costituzionale attraverso cui il capo dello Stato acquisisce «circostanziate conoscenze degli orientamenti del governo in materia di sicurezza e difesa». In altri termini, «è strumento di dialogo e di confronto preventivo tra i responsabili dell’indirizzo politico in materia di difesa nazionale».

I suoi componenti possono quindi «concorrere a definire criteri per il migliore esercizio delle rispettive singole competenze».  Oltre al capo dello Stato ne fanno parte essenzialmente il premier, alcuni ministri-chiave (esteri, interno, economia, difesa) e naturalmente il capo di stato maggiore della difesa. «A seconda delle circostanze e della materia trattata», possono essere consultati anche i vertici delle singole forze armate (esercito, marina, aeronautica e carabinieri), nonché il presidente del Consiglio di Stato e ulteriori esperti di valore strategico.

«I primi sessant’anni di attività del Csd sono stati avvolti da un impenetrabile alone di mistero, facendone l’organo meno conosciuto della Repubblica», ricorda Wikipedia. In pratica: l’Italia si sta preparando al peggio, di fronte all’ipotesi di un’esplosione mondiale innescata dalle tensioni tra Usa e Cina? 

Le devastazioni di Antifa negli Usa

Di per sé, la convocazione – pur degna del massimo rilievo – non implica necessariamente la presenza di circostanze straordinarie: il Consiglio Supremo di Difesa, ricorda sempre il Quirinale, viene convocato dal presidente della Repubblica almeno due volte l’anno, con un ordine del giorno che tiene conto anche delle indicazioni fornite dal presidente del Consiglio dei ministri.

In questo caso, però, a fare notizia è la data: il summit delle massime autorità civili e militari è convocato a una settimana di distanza dalle presidenziali americane del 3 novembre 2020, valutate come un appuntamento epocale per il destino del pianeta. La nuda cronologia degli ultimi mesi mostra la successione di due eventi di portata strategica: la clamorosa rottura geopolitica e commerciale tra Washington e Pechino, con l’imposizione di dazi da parte degli Usa per frenare l’export cinese, e l’immediata esplosione dell’epidemia di coronavirus.

Contagio che da Wuhan si è poi esteso al resto del mondo, travolgendo letteralmente gli Stati Uniti, dove Trump era dato sicuramente vincente: merito della sua politicaeconomica, che aveva ridotto a zero la disoccupazione. Con il Covid, tutto è crollato: America nel panico, e milioni di disoccupati.

Ad aggravare il quadro, la guerriglia urbana scatenata da “Antifa”: le iniziali proteste di “Black Lives Matter” contro la polizia, dopo la barbara uccisione dell’afroamericano George Floyd, si sono trasformate in disordini gravissimi, con aggressioni ai supporter di Trump degenerate nel saccheggio indiscriminato di negozi e abitazioni.

Allarme rilanciato nelle ultime ore anche dalla stampa italiana: migliaia di americani in coda davanti alle armerie, dove si stanno acquistando fucili, pistole e mitra. In arrivo elezioni armate, in un clima da guerra civile? Fonti autorevoli riferiscono che il Pentagono sarebbe pronto a intervenire: sia per garantire la regolarità del voto, che poi per gestire la sicurezza nei giorni seguenti, nel caso dovessero esplodere tumulti e turbolenze minacciose.

I sostenitori di Trump ritengono che i militari verrebbero schierati a difesa del presidente uscente, mentre quelli di Biden scommettono che i generali garantiranno, anche con la forza, un regolare passaggio di consegne qualora le urne dovessero decretare la vittoria dei democratici.

Si teme in ogni caso il manifestarsi di una situazione inedita e pericolosa, con i militari in primissimo piano, specie in quegli Stati in cui le operazioni di voto dovessero essere disturbate (o addirittura sabotate) da iniziative violente, magari intraprese da manifestanti armati.

Conte e Speranza

Ce n’è abbastanza, parrebbe, per convocare gli stati maggiori della Repubblica italiana, recentemente messa sull’avviso dalla strana visita del segretario di Stato di Trump, Mike Pompeo, che a Roma si è scagliato contro il Vaticano accusando Bergoglio di aver fatto pericolose concessioni ai cinesi: il governo di Pechino, infatti (caso unico al mondo) concorre alla nomina dei vescovi cattolici, in Cina.

Lo stesso Pompeo avrebbe inoltre rivolto un severo monito al governo Conte, e in particolare al “partito cinese” che si muove dietro le quinte dell’esecutivo, attraverso potenti comitati d’affari nonché i terminali italiani dell’emergenza Covid, ispirati da un’Oms ormai controllata da Pechino dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’organizzazione internazionale, accusata di promuovere il modello-Cina (autoritario) con l’alibi della sicurezza sanitaria.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il lockdown imposto in Italia è stato il più severo, in Europa, e ha prodotto l’unico effetto di aggravare la crisi economica. Oggi l’Italia ha l’acqua alla gola: aiuti mai arrivati, aziende chiuse o in procinto di chiudere, cassa integrazione erogata col contagocce, interi settori (come il turismo) ridotti al lumicino. Allucinanti le proiezioni sul Pil, crollato di 18 punti.

Soldati

Scandalosamente, il governo Conte non ha fatto nulla – nei mesi della tregua estiva – per evitare la situazione che oggi viene rappresentata come esplosiva: i dispositivi sanitari non sono stati potenziati, e ai medici di base (tramite le Regioni) non è stata fornita una procedura per gestire i malati a casa, in sicurezza, evitando la corsa agli ospedali.

Nonostante ciò, o forse proprio per questo, si tenta di colpevolizzare i cittadini (patetica la crociata contro la “movida”) per l’eventuale recrudescenza di un virus che, ormai lo si è visto, produce una larghissima maggioranza di contagiati asintomatici.

Contagiati che oltretutto, secondo eminenti virologi (non quelli ospitati in televisione) non sono in grado di trasmettere il virus: gli asintomatici non sono contagiosi, ripetono alcuni tra i maggiori epidemiologi del mondo, come i firmatari della Dichiarazione di Great Barrington, ormai sottoscritta da 25.000 medici e scienziati.

La loro ricetta: proteggere anziani e malati, lasciando però che il virus infetti la maggioranza della popolazione (immunità di gregge), in modo che si adatti rapidamente al nostro organismo e cessi di rappresentare un problema. Tesi scientifiche autorevoli ma bandite, nel paese dei Dpcm che sorvolano sulla Costituzione. In Italia, la parola d’ordine resta invariata: abbiate paura.

Ancora una volta, dopo aver lasciato affondare il paese, Giuseppe Conte si aggrappa all’emergenza? Sfumati gli aiuti europei (Recovery Fund) nel pantano di una contesa infinita, sarà ora l’emergenza geopolitica innescata dalle presidenziali americane a tenere in piedi il governo più catastrofico del dopoguerra? Saranno cioè i militari nelle strade a “congelare” gli italiani, in crisi nera e spaventati a morte dalla propaganda psico-sanitaria dell’esecutivo?

Domande appese a pochi indizi, in attesa del 3 novembre, nel dubbio (fondato) che alla narrazione odierna – dominata dal virus influenzale – possa sostituirsi una narrativa d’altro genere, affidata ai militari, a cominciare dall’altra sponda dell’Atlantico. Impossibile non ricordare che la flotta da guerra statunitense è schierata al largo della Cina, e che l’Italia – sempre strategica, a metà strada tra Europa, Africa e Medio Oriente – ospita in territorio europeo il maggior numero di basi militari statunitensi, alcune munite di considerevoli arsenali atomici.

Fonte: https://www.libreidee.org/

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Le guerre alimentari diventano calde

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Squadre di scioperanti del COVID-19 chiudono le fattorie – Le guerre alimentari diventano calde

Di Ice Age Farmer

L’approvvigionamento alimentare globale viene distrutto, la produzione smantellata, gli agricoltori cessano l’attività e le scorte di grano sono in fiamme nelle guerre alimentari.

La California sta inviando “COVID-19 Strike Teams” per chiudere le fattorie che non sono “adeguatamente distanziate”. La Cina vieta i cellulari nei granai. L’australiano sta vivendo carenza di cibo. Beirut perde il porto principale e le scorte di grano. La produzione e distribuzione di cibo in Medio Oriente è in fiamme.

Christian analizza gli ultimi mentre le Food Wars diventano calde.

Fonte: https://www.naturalblaze.com/

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La vera storia dell’impresa dei mille

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La vera storia dell’impresa dei mille 7/ La disinformazione: gli inglesi inventano le ‘rivolte’ contro i Borbone

di I Nuovi Vespri

Oggi cominciamo a entrare nel cuore di quel grande imbroglio passato alla storia come ‘impresa dei Mille’. Quando i Mille sbarcano a Marsala non c’era alcuna rivolta contro il regno del Borbone. Ma i giornali internazionali – guidati dai disinformatori inglesi (quelli del ‘giornalismo anglosassone’…) – raccontavano un sacco di frottole. Un po’ come oggi certi giornali scrivono le panzane per denigrare il Movimento 5 Stelle. O come la disinformazione sulle stragi di Stato 

di Giuseppe Scianò

Va avanti la realizzazione del progetto Inglese di unificare l’Italia dalle Alpi al Mediterraneo – Il Rosada pone un quesito a proposito dello sbarco dei Mille a Marsala dell’11 maggio 1860:

“Il dilemma in cui lo sbarco di Marsala aveva posto il Gabinetto britannico non era invero di facile soluzione. Era più conveniente agli interessi europei e mediterranei dell’Inghilterra favorire con l’unificazione dell’intera penisola, la formazione di un forte Stato nazionale, in grado di emanciparsi gradualmente dall’influenza francese, o difendere l’autonomia del Mezzogiorno con le consuete armi di un’aggressiva ‘Gunboat diplomacy’, sperimentata ancora una volta all’inizio dell’anno nella guerra Ispano-Marocchina, per ottenere a suo tempo da un indebolito e più docile Governo di Napoli l’assenso al distacco più o meno larvato della Sicilia dal Regno e al suo passaggio nella sfera d’influenza inglese?”.

Il Rosada stesso risponde:

“L’Inghilterra, com’è noto, scelse la prima strada, timorosa che sul trono di Napoli potesse salire il candidato ‘in pectore’ di Napoleone III, Luciano Murat; ciò che avrebbe riportato i rapporti di forza in Mediterraneo al punto in cui si trovavano nel 1808, all’apogeo dell’Impero napoleonico” (7).

Insomma il Rosada conferma in toto – e ne dimostra la fondatezza e l’attualità – l’esistenza di un pericolo francese che tende a minacciare la supremazia britannica nel Mediterraneo. Conferma così anche le previsioni del Ministro di Francesco II,

Carlo Filangieri di Satriano, che però nutriva soprattutto la preoccupazione che l’Inghilterra brigasse molto per restituire alla Sicilia la propria indipendenza, attraverso il distacco dal Regno delle Due Sicilie. 

Il Filangieri, infatti, aveva scritto a Francesco II, qualche tempo prima, riferendogli del suo colloquio con il Cien Roguet, inviato personale dell’Imperatore dei francesi Napoleone III, la lettera datata 1 ottobre 1859, della quale il Rosada ha riportato il passo essenziale.

“…Mi chiese poi notizie della Sicilia, ed io senza misteri gli accennai gli scandalosi intrighi degli Inglesi, che fomentavano in tutta l’isola i disordini ed il malcontento contro il provvido Governo di V.M. per promuovervi una esplosione, come quella del 1848, tendente alla separazione dell’isola dal Reame di Napoli nel che riuscendo manovrerebbero in modo da farla cadere sotto il protettorato o almeno sotto l’esclusiva loro influenza, ed allora scoppiando una guerra fra i due colossi occidentali il Mediterraneo, invece di essere un lago francese, come lo vollero Luigi XIV ed i suoi successori, diventerebbe un lago inglese, protetto da Gibilterra, Malta, Corfù, Messina, Augusta, Siracusa, che sono i più belli porti d’Europa…» (8).

Il Rosada, dopo aver riportato la lettera e fatto una panoramica dei tentativi di «Napoleone il piccolo» (la definizione non è nostra, ma di Victor Hugo) di inserirsi nella Penisola italiana, in contemporanea con la sottrazione di quest’area all’influenza austriaca, aggiunge:

“Nel marzo del ’60, la cessione di Nizza e della Savoia alla Francia, necessario compenso per l’acquiescenza di Napoleone III alle annessioni nell’Italia centrale, ridestava in Palmerston la vecchia diffidenza per i nebulosi sogni di Renovatio Imperi del nipote del grande Napoleone, appena sopita dalla stipula del trattato di commercio franco-inglese del 23 gennaio precedente”.

E dopo qualche altra osservazione, altrettanto acuta, il Rosada afferma:

“Di qui la seconda missione siciliana del Mundy, il cui tipico carattere politico-militare l’Ammiraglio cerca invano di velare con lo stesso ripetuto pretesto della protezione a proprietà britanniche, che nessuno minacciava. […] Nelle acque siciliane tra il Mundy e il suo collega francese, Barbier De Tinan, come dodici anni prima tra i loro predecessori, Parker e Baudin, si riaccendeva il vecchio contrasto franco-inglese per la supremazia nel Mediterraneo, di cui l’isola costituiva una posizione chiave” (9).

In verità – ci permettiamo di dire – la flotta francese fece poco e niente: creò false illusioni e lasciò tutta l’iniziativa agli Inglesi. Cosa, questa, che vedremo assieme fra non molto.

Il Governo di Londra non improvvisa: ha già deciso e calcolato tutto.

Un momento di approfondimento…

Apprezziamo le osservazioni del Rosada, ma crediamo che egli abbia collocato nel maggio 1860 la decisione inglese di sciogliere ogni riserva e di passare decisamente alla costituzione di un grande Stato Italiano esteso dalle Alpi al Mediterraneo, nel quale fossero fagocitati ed inglobati, al più presto (anche a costo di intervenire con la forza), tutto il territorio del Regno delle Due Sicilie e le popolazioni che lo costituivano.

Insomma, ci è sembrato che il Rosada sostenga che la spedizione dei Mille e lo sbarco di Marsala abbia fatto precipitare in senso unitario ed italo-sabaudo le scelte politiche della Gran Bretagna.

Il dubbio ci obbliga a esporre, con chiarezza, quella che invece è la nostra opinione. Per sostenere la quale non mancheremo di avvalerci anche della rappresentazione contestuale, puntuale e fornisce lo stesso Rosada.

Riteniamo, infatti, che il Gabinetto Inglese avesse già preso, da tempo, ogni decisione in proposito. Ancora prima cioè che l’idea della Spedizione avesse preso corpo. Un’idea alla quale l’Inghilterra dava sin dall’inizio il proprio contributo. Si pensi alla «patente per Malta» della quale ci ha parlato il Cantù (10).

I sintomi sono moltissimi. Ne citiamo alcuni relativi proprio alla Spedizione dei Mille. Intanto la Spedizione fu etichettata, fin dall’inizio, con il motto Italia e Vittorio Emanuele. E non certo per lasciare contento il Re Sabaudo, beneficiario del tutto, ma per dichiarare esplicitamente l’obbedienza al disegno inglese, senza lasciare spazio ad equivoci o ad imprevisti.

Va considerato, infatti, che Garibaldi, nello stesso momento in cui partiva la Spedizione, aveva già inviato il seguente messaggio, probabilmente costruito dalla diplomazia anglo-piemontese, al Re di Sardegna (Piemonte), futuro Re d’Italia, Vittorio Emanuele II.

“Sire! Il grido di aiuto che parte dalla Sicilia ha toccato il mio cuore e quello di parecchie centinaia di miei antichi soldati. Io non ho consigliata l’insurrezione dei miei fratelli di Sicilia, ma dacché essi si son levati in nome dell’unità d’Italia rappresentata in nome di V. M., contro la più vergognosa tirannia dei nostri tempi, io non ho esitato a farmi capo della spedizione.

So che l’impresa in cui mi metto è pericolosa; ma io confido in Dio e nel coraggio e nella devozione dei compagni. Il nostro grido di guerra sarà sempre: ‘Viva l’Italia, Viva Vittorio Emanuele suo primo e più prode soldato!’ Ove noi avessimo a soccombere, io spero che l’Italia e l’Europa libera non dimenticheranno che quest’impresa è stata ispirata dal più generoso sentimento di patriottismo.

Se vinceremo io avrò il vanto di adornare la Corona di V. M. d’un nuovo e forse più splendido gioiello, a sola condizione però che Ella non permetterà che i suoi consiglieri lo trasmettano agli stranieri, come hanno fatto della mia città natale. Non ho comunicato il mio progetto a V. M. perché temevo che la grande devozione che io sento per Lei, mi avesse persuaso ad abbandonarlo. G. Garibaldi”.

Certamente fu messa in moto la consueta manfrina con la quale, offendendo l’intelligenza dei contemporanei e dei posteri, si volle far credere che Vittorio Emanuele II ed il Governo Cavour fossero, poveretti, all’oscuro di tutto. Se fosse stato vero, sarebbero stati gli unici di quel regno.

E anche questa fu una finezza britannica, recitata male in italiano. Ma di fatto millantata ed opportunamente strumentalizzata.

Rimane comunque evidente la caratterizzazione in senso unitario e monarchico della spedizione, così come pretendeva il Gabinetto Palmerston.

Anche la notizia (che venne ripetuta ad ogni piè sospinto e che avrebbe fatto indignare, per la sua falsità, financo due Garibaldini come il Bandi ed il Nievo) secondo la quale i Siciliani sarebbero stati in piena rivolta (perché impazienti di ottenere l’Unità d’Italia con il suo Re Vittorio Emanuele), rientrava nella particolare attenzione che l’Inghilterra, come sempre, dedicava agli umori dell’opinione pubblica, non solo di casa propria.

Non mancò, infine – e questa, sì, tipicamente italiana – quella dichiarazione, apparentemente ruffianesca, già sopra riportata, con la quale l’Eroe Nizzardo dichiarava di volere adornare di un nuovo e splendido gioiello la corona del Re Galantuomo…

Di fatto Garibaldi riproponeva la centralità del suo ruolo personale nell’operazione Conquista del Sud. Non si contentava infatti della parte di mosca cocchiera tra mosche cocchiere. Era infatti lui, Peppino Garibaldi, che avrebbe donato al Re Sabaudo l’ex Regno delle Due Sicilie e che voleva essere il protagonista principale dell’impresa in corso.

Il Governo Britannico e l’opinione pubblica internazionale – Ribadiamo che gli Inglesi avevano preparato lungamente il terreno. Senza questa preparazione la Spedizione non avrebbe avuto la benché minima speranza di successo.

Si pensi alla corruzione degli alti gradi dell’Esercito e della Marina del Regno delle Due Sicilie. Si pensi ai contatti con la mafia, la ’ndrangheta, la camorra. Si pensi al lavorìo, più raffinato, della Massoneria. Si pensi alle truppe mercenarie che alla data del 5 maggio 1860 (ed anche da prima) erano state nella stragrande maggioranza finanziate, addestrate e mobilitate in varie località dell’Europa e probabilmente dell’Africa.

Tutte cose che non si possono preparare dall’oggi al domani. E non parliamo della messa in riga dei repubblicani, i quali non sono certamente quella decina di sprovveduti della bassa forza, che avrebbero protestato nel momento iniziale della spedizione. Ci riferiamo ai repubblicani illustri, che erano stati già ospitati – e forse foraggiati – per anni ed anni, in Inghilterra.

E che ora non potevano dire di no.

Non parliamo neppure dei giornali, dei finanziamenti, delle congiure, delle sommosse e delle rivolte, incoraggiate tramite servizi segreti e persone di fiducia. Rivolte spesso inconsistenti, ma sempre utili per la propaganda.

Non solo: proprio in questo momento delicato davano preziosi frutti le campagne di stampa e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro quelle belve dei Borbone, spergiuri, tiranni, vampiri ed assassini.

Campagne propagandistiche preparate nel tempo dagli Inglesi. Il Governo di Londra peraltro continuava a fare pubblicare giornali e libri che esaltavano i regnanti di Casa Savoia come angioletti benefattori.

Gli Inglesi mentivano nell’uno e nell’altro caso. Dobbiamo peraltro dire che, se qualche grossa accusa di spergiuro (nei confronti della Sicilia, soprattutto, e della sua Costituzione) si poteva rivolgere ai Borbone, senza dubbio maggiori erano le accuse che si sarebbero dovute rivolgere ai Savoia, già dal primo momento dell’operazione Conquista della Sicilia.

Ma queste cose l’opinione pubblica internazionale non aveva modo di conoscerle, se non approssimativamente. Vinceva la disinformazione accuratamente pilotata dal Governo di Londra per coinvolgere l’opinione pubblica internazionale a favore di una conquista militare che mirava ad occupare, a conquistare, a distruggere, a colonizzare, a depredare e a denazionalizzare il Regno delle Due Sicilie ed i Popoli del Sud. Quello Siciliano soprattutto anche per la centralità geografica nel Mediterraneo della stessa Sicilia.

Il ‘padre della Patria siciliana’, Ruggero Settimo, dov’era? – Ben pochi pensano o sanno – a proposito di disinformazione – che Ruggero Settimo, il leader carismatico dell’Indipendentismo Siciliano, era formalmente un rifugiato politico nell’isola di Malta, sotto tutela della Gran Bretagna. In verità era stato letteralmente congelato per non disturbare i lavori in corso.

Eppure, il 26 settembre 1849, poco dopo la conclusione della tragica, sfortunata, ma gloriosa rivoluzione indipendentistica e della breve ma significativa vita dello Stato Siciliano (11 gennaio 1848 – 15 maggio 1849), Ruggero Settimo era stato accolto, a La Valletta, con gli onori dovuti ad un Capo di Stato. E come tale fu trattato. Fatto, questo, che è ben conosciuto da coloro che hanno studiato le vicende siciliane del biennio 1848-1849.

Ma nel 1860 Ruggero Settimo era diventato a poco a poco un prigioniero – seppure in gabbia dorata – del Governo Inglese. Il quale ormai non voleva sentire più parlare di indipendenza siciliana ed era amico soltanto di coloro che erano disposti a lavorare per l’annessione della Sicilia al futuro Regno d’Italia.

Kermesse britannica? Sì, ma per scoraggiare gli altri Stati – Certamente, dopo lo Sbarco dei Mille – uno sbarco impasticciato dal piroscafo garibaldino ‘Lombardo’, che si sarebbe addirittura incagliato da solo nel basso fondale – gli Inglesi capirono che dovevano stare con gli occhi bene aperti. Dovevano infatti condurre manu manuzza, come si dice in Sicilia, tutta l’operazione conquista del Sud. Non bastava avere preparato le condizioni necessarie, bisognava intervenire più direttamente.

Non solo nello Sbarco e nel dopo Sbarco, ma in tutta l’operazione Unità d’Italia.

Sarebbe stato, quindi, dominante il sistema delle interferenze britanniche, che erano una garanzia di costante ed autorevole protezione. Ad ogni costo e a tempo pieno. Il tutto mentre le ‘mosche cocchiere’ si accingevano a diventare Padri della Patria italiana.

Ciò, senza nulla togliere ai veri idealisti unitari, che pure vi furono (ma non nella misura e nella qualità dei colleghi dell’Italia centro-settentrionale). Pensiamo ad esempio ai fratelli Cairoli, dei quali, nelle vicende risorgimentali, ne morirono quattro su cinque. Tutti eroi (11).

E senza pericolo di confonderli con le ‘mosche cocchiere’ che, spesso, non ebbero neppure l’onestà di svolgere con la dovuta professionalità e con correttezza il loro ruolo. Queste, peraltro, avrebbero ricevuto molto di più, di quello che avrebbero meritato, in termini morali e materiali.

Come distruggere le aspettative indipendentiste dei Siciliani – I fatti successivi dimostreranno ulteriormente la esattezza della tesi, secondo la quale, dall’inizio alla fine, l’operazione Unità d’Italia del 1860 era il risultato di un lavoro avviato da diversi decenni dagli Inglesi.

E l’operazione, proprio per la esigenza di creare un unico grande Stato Italiano, escludeva a priori qualsiasi altro progetto che rispettasse le esigenze della Nazione Siciliana, del Popolo Siciliano. Nessuna speranza di sopravvivenza o di rinascita del Regno di Sicilia (o del Regno di Napoli e, neppure, del Regno delle Due Sicilie). Insomma: Regnum utriusque Siciliae delendum est.

L’Inghilterra impone le proprie scelte in campo internazionale – 

Poniamo un altro interrogativo:

“A parte il Papa Pio IX, chi realmente si opponeva al disegno Inglese?”.

Di fatto nessuno, soprattutto dal punto di vista militare. Neppure i Paesi che avevano interessi contrastanti con quelli dell’Impero della Regina Vittoria. Questi Stati non avevano in quel momento le forze, i mezzi ed il coraggio sufficienti a neutralizzare le azioni del Leone Britannico.

L’opposizione del Papa, inoltre, sul piano militare era inconsistente. Pio IX, infatti, senza l’appoggio di guarnigioni straniere, non poteva neppure salvaguardare i confini del proprio Stato, che infatti erano stati già nel 1860, ed anche prima, pesantemente violati ed anche spostati, ad ogni piè sospinto, soprattutto per opera del Governo Sabaudo di Torino.

Sostanzialmente contrari all’egemonia ed all’espansionismo britannico erano soprattutto, oltre alla Francia (della quale il Rosada ha parlato ampiamente), Prussia, Austria e Russia. Paesi verso i quali il Regno delle Due Sicilie, a prescindere dalle simpatie politiche e dalle affinità ideologico-culturali dei rispettivi governanti, aveva in corso una serie di trattati commerciali e di scambi destinati a svilupparsi ulteriormente. Ovviamente se lasciati indisturbati. Fossero rimasti o no i Borbone sul trono di Napoli.

All’Inghilterra tutto ciò dava fastidio, perché vedeva minacciati i propri monopoli e sapeva bene che, dietro i commerci, sarebbe potuta crescere l’influenza politica. Si pensi al fatto che in Sicilia erano presenti alcuni Consolati Russi, tanti erano i rapporti commerciali e gli scambi di ogni tipo.

Purtroppo i Paesi – contro i quali pure si muoveva pesantemente la strategia dell’Inghilterra – avevano preferito la linea morbida, pensando a torto di imbuonire la Potenza Britannica non contrariandola troppo apertamente. Ed avevano anche agito ciascuno per conto proprio, senza neppure tentare una strategia comune. Il terrore di subire ritorsioni da parte del Leone Britannico aveva bloccato e continuava a ‘bloccare’ tutti.

Ammettiamo, quindi, senza timore di smentita, che nell’Europa e nel mondo, nel 1860, solo l’Inghilterra era nelle condizioni di dettare legge e di ridisegnare confini ed equilibri internazionali. E per il Regno d’Italia aveva già disegnato, appunto, uno Stato monolitico ed accentratore ed un territorio che andasse dalle Alpi al cuore del Mediterraneo, isole comprese. Povera Sicilia!

Torino.

Numerosi «esuli Siciliani» vengono strumentalizzati e coinvolti nella strategia dell’occupazione della Sicilia, abbandonando spesso gli ideali che avevano animato la lotta per l’indipendenza della Sicilia nel biennio 1848-1849.

Una volta che tutto il Regno delle Due Sicilie fosse stato sacrificato a favore del costituendo Regno d’Italia ed una volta che quest’ultimo fosse rimasto legato all’Inghilterra da vincoli di gratitudine, di amicizia e, soprattutto, di interessi (e ne fosse diventato quasi uno stato vassallo), che motivazioni sarebbero più esistite per il Governo Britannico per agevolare – o solamente per non ostacolare – l’indipendenza della Sicilia?

Risposta: ‘Nessuna!’.

Piuttosto esisteva tutto l’interesse per fare l’esatto contrario. E cioè: impedirne l’indipendenza. Ed accorpare la Sicilia allo Stivale. Da questa situazione sarebbe partita anche l’operazione di travasare nelle manovre per realizzare l’Unità d’Italia gli esuli Siciliani, che, a seguito della restaurazione borbonica del 1849, si erano trasferiti nel Regno Sabaudo.

Qui, tutti o quasi, quegli esuli avevano ricevuto onori, incarichi prestigiosi e prebende di vario tipo. Era avvenuto così, che buona parte degli esuli Siciliani fosse diventata unitaria e filo-sabauda. Una pagina nera per l’Indipendentismo Siciliano, che però non coinvolse proprio tutti gli esuli. Alcuni di questi rifiutarono, infatti, incarichi e prebende e, seppure con prudenza, continuarono a difendere le ragioni e i diritti della Nazione Siciliana. Senza fortuna.

L’Imperatore Napoleone III, da parte sua, capì troppo tardi quanto stava accadendo in Italia e che il progetto inglese mirava, sì, a distruggere la dinastia borbonica e le sue ramificazioni, ma mirava, nel tempo, a distruggere anche la dinastia dei Bonaparte ed il rinato nazionalismo francese.

Dice Giorgio Dell’Arti: “I francesi temevano nuovi ingrandimenti territoriali del Piemonte e la formazione di un Regno d’Italia talmente forte che sarebbe stato impossibile influenzarlo. Tentarono di convincere gli Inglesi a fare causa comune per evitare annessioni.

Ma Palmerston voleva un Regno d’Italia forte a quel modo» (12) che danneggiasse con la sua esistenza anche la Francia… (n.d.A.).

Napoleone III, come abbiamo visto, era un grande ammiratore dell’operato del Governo di Londra, ma non aveva ancora ben capito che l’Inghilterra lo detestava. Né aveva mai nutrito il sospetto che quando e se (dopo meno di dieci anni da quei fatti) il suo Impero fosse stato mandato a gambe all’aria dalla Prussia, gli Inglesi avrebbero provveduto a fare altrettanto, se non peggio, proprio con il discendente di Bonaparte. Ed in modo molto più scientifico.

L’ingenuità di Napoleone III fu tale e tanta che la collaborazione con la Gran Bretagna, seppure con qualche riserva mentale, sarebbe continuata a lungo e si sarebbe estesa anche al Medio e lontano Oriente. A tutto vantaggio della furba Albione, ovviamente.

E le navi straniere nel porto di Palermo… stanno a guardare! –  Subito dopo lo sbarco di Marsala, Turchia, Francia, Austria, Piemonte, Portogallo, Spagna, Stati Uniti d’America, ed altri Stati avrebbero mandato navi militari in Sicilia, soprattutto nei porti di Palermo e di Messina. Il pretesto ufficiale era che queste dovevano vigilare sulla sicurezza personale e sui beni dei rispettivi cittadini, che nessuno minacciava. Lasciavano, cioè, libera l’Inghilterra di fare ciò che voleva.

E a Palermo si sarebbe recato anche il Contrammiraglio britannico

George Rodney Mundy a bordo dell’Ammiraglia Hannibal, scortato da altre navi da guerra. Il Mundy era in assoluto l’Ammiraglio più importante e più rispettato fra i tanti comandanti di navi presenti. E, fra l’altro, continuava a giocare in casa, considerato che la Mediterranean Fleet di S.M. Britannica – fra le flotte che stazionavano in quel momento nel Mediterraneo – era la più potente. E la più presente nelle acque siciliane.

Fine della settima puntata/continua 

(7) In G. R. Mundy, op. cit., introd. a cura di A. Rosada, pagg. 14 e 15.

(8) In G. R. Mundy, op. cit., pag. 13.

(9) In G. R. Mundy, op. cit., pagg. 14-15.

(10) C. Cantù, in Vittorio Casentino di Rondè, op. cit., pag. 183.

(11) I fratelli Cairoli erano cinque: Benedetto, Ernesto, Luigi, Enrico e Giovanni. Tutti parte- ciparono alle lotte per l’unità d’Italia. Il più grande, Benedetto (nato a Pavia nel 1825), sarebbe diventato Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1878. Fu un ottimo combattente. Partecipò all’impresa dei Mille e fu ferito a Palermo. Come politico fu mediocre. Sopravvisse ai quattro fratelli morti, molto giovani, o in combattimento o a seguito di ferite o di malattie provocate dalla guerra. Benedetto, nel 1889, morì di morte naturale, a Capodimonte. Ernesto (nato nel 1832) si arruolò nei Cacciatori delle Alpi. Morì in combattimento nel corso della seconda guerra d’indipendenza a Biumo Inferiore nel 1859, a soli ventisette anni. Luigi, nato nel 1838, era topografo, matematico ed ufficiale dell’esercito piemontese. Partecipò all’impresa garibaldina con il Generale Coseni (seconda spedizione). Morì di tifo a Cosenza, stremato dalle fatiche del- la guerra di occupazione del Sud, nel 1860. Aveva ventotto anni. Enrico, nato nel 1840, studen- te in medicina, seguì i fratelli fra i Cacciatori delle Alpi e fra i Mille. Anch’egli fu ferito a Pa- lermo nel 1860. Partecipò a tutte le campagne di Garibaldi. Morì nel fallito tentativo di conqui- stare Roma, nel 1867, nello scontro di Villa Glori. Aveva appena ventisette anni. Giovanni fu il più giovane dei fratelli Cairoli, essendo nato nel 1842. Morì a seguito delle ferite riportate nello scontro di Villa Glori, dove aveva combattuto al fianco del fratello Enrico. Abbiamo ritenuto doveroso ricordare i fratelli Cairoli per rendere omaggio alla memoria di eroici combattenti im-molatisi per un ideale purissimo. Prescindiamo ovviamente dalla considerazione del fatto che non sia stato né sia riservato analogo omaggio ai martiri, ai coraggiosi, agli idealisti, agli eroi caduti dall’altra parte della barricata – nel 1860, nel 1861 e nel primo decennio della conquista piemontese, – per difendere la libertà della Sicilia e del Meridione d’Italia.

(12) Giorgio Dell’Arti, Vita di Cavour, A. Mondadori, Milano 1983, pag. 459. 

La vera storia dell’impresa dei Mille 6/ A Marsala Garibaldi sbarca in una città deserta. Bixio: “Dove sono i rivoluzionari?”  

QUI TROVATE LE PRIME CINQUE PUNTATE

Fonte: https://www.inuovivespri.it/

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