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Lettera aperta ad ogni sindaco d’Italia sul 5G

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Lettera aperta ad ogni sindaco d’Italia sul 5G

 

 

Gentile Sindaco,
si ritiene di fondamentale importanza da parte Sua leggere con molta attenzione la seguente ORDINANZA (n.7 del 20 settembre 2019) firmata da un Suo collega del Comune di Camponogara in provincia di Venezia, sul divieto di installazione e diffusione di nuovi impianti di telefonia mobile con tecnologia 5G.

Non si tratta, come qualcuno pensa, di voler bloccare l’innovazione delle telecomunicazioni: nessuno vuole tornare al Medioevo, ma non si può nemmeno accettare ad occhi chiusi una tecnologia che, per interessi industriali, metta a repentaglio la salute pubblica, come in questo caso.
Stiamo parlando infatti di una tecnologia sconosciuta e soprattutto MAI testata sulla popolazione!

Conviene fare molta attenzione, anche perché «spetta al Sindaco la responsabilità penale, civile, amministrativa, di accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale».

Spetta inoltre sempre al Sindaco «nella Sua veste di ufficiale di Governo e massima autorità sanitaria locale in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario (art. 3 ter del D. L.vo n. 152/2006), al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibili per i cittadini, di adottare le migliori tecnologie disponibili e di assumere ogni misura e cautela volta a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico».

Deve sapere che nel 2011 la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come «possibili cancerogeni per l’uomo», mentre a novembre 2018 il National Toxicology Program, e a marzo dello stesso anno l’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni), hanno entrambi confermato l’associazione tra esposizione alle radiofrequenze della telefonia mobile e la manifestazione di vari tipi di tumori (cervello, ghiandole surrenali, tumori rari delle cellule nervose del cuore, gliomi, ecc.).
Esporre quindi la popolazione del Suo Comune ad un rischio di patologie gravi e/o invalidanti (vedasi l’aumento delle persone elettrosensibili), data la Vostra posizione come responsabili della salute pubblica, è una faccenda assai critica!

Le ricordiamo infine che, se un giorno uno o più cittadini del suo Comune dovessero manifestare una qualche patologia legata all’emissione di onde elettromagnetiche, essi si potranno rifare penalmente, civilmente e anche amministrativamente direttamente sulla Sua persona!

 

Ringraziamo per la Sua attenzione e la invitiamo a informarsi adeguatamente per approfondire l’argomento, tramite le numerose associazioni che se ne occupano: Apple (Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog – http://www.applelettrosmog.it), Associazione Amica (www.infoamica.it), Alleanza italiana Stop 5G (www.alleanzaitalianastop5g.it).

ORDINANZA DEL SINDACO
Nr. 7 del 20/09/2019 Reg. Gen. 92 del 20-09-2019

Oggetto: ORDINANZA DI DIVIETO DI INSTALLAZIONE E DIFFUSIONE SUL TERRITORIO COMUNALE DI NUOVI IMPIANTI DI TELEFONIA MOBILE (ART. 37 BIS DEL D.Lgs 259/2003 e s.m.i.), CON TECNOLOGIA 5G.

PREMESSO CHE:

• il Consiglio dell’Unione Europea ha emanato in data 12 luglio 1999 la Raccomandazione n. 1999/519/CE relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz, affermando come sia imperativo proteggere i singoli cittadini dagli effetti negativi sulla salute che possono derivare dall’esposizione ai campi elettromagnetici, come si ritenga necessario istituire un quadro comunitario in relazione alla protezione della popolazione con aggiornamenti, valutazioni e analisi periodiche degli impatti sulla salute anche in funzione dell’evoluzione tecnologica, chiedendo agli Stati membri di considerare anche i rischi nel decidere strategie e promuovendo la più ampia diffusione dell’informazione alla popolazione su effetti e provvedimenti di prevenzione adottati;

• la protezione dalle esposizioni è regolamentata dalla Legge Quadro n. 36 del 22 febbraio 2001 che si pone l’obiettivo di tutelare la salute, promuovere sia la ricerca scientifica sugli effetti sulla salute sia l’innovazione tecnologica per minimizzare intensità ed effetti;

• con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 luglio 2003 sono stati fissati limiti di esposizione e valori di attenzione, applicando l’insieme completo delle restrizioni stabilite nella Raccomandazione n. 1999/519/CE con una riduzione dei valori limite e di attenzione per tenere in conto, almeno a livello macroscopico, anche degli effetti a lungo termine non presi in considerazione nella raccomandazione;

• la Direttiva Europea 2013/35/UE del 26 giugno 2013, recepita in Italia con D.Lgs. n. 159 del 1° agosto 2016 con la modifica D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008, sulle disposizioni minime di sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) con lo scopo di assicurare salute e sicurezza individuale di ciascun lavoratore e definire una piattaforma minima di protezione per i lavoratori nell’Unione Europea;

• il Decreto 28 gennaio 2017 del Ministero dell’Ambiente, sui criteri minimi ambientali da rispettarsi per gli edifici della pubblica amministrazione, richiede che si prediliga sempre la connessione via cavo o mediante Powerline rispetto al WiFi;

PRESO ATTO CHE:

• il cosiddetto Principio di Precauzione è stato adottato dall’Unione Europea nel 2005 riportando che “Quando le attività umane possono portare a un danno moralmente inaccettabile, che è scientificamente plausibile ma incerto, si dovranno intraprendere azioni per evitare o diminuire tale danno”;

• la Legge 36/2001 chiede al Ministero della Sanità di promuovere un programma pluriennale di ricerca epidemiologica e di cancerogenesi sperimentale e di concerto con Ministero dell’Ambiente e MIUR lo svolgimento di campagne di informazione e di educazione ambientale, alle Regioni di concorrere all’approfondimento delle conoscenze scientifiche e indica che è competenza dei comuni adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti allo scopo di minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici;

• la sentenza del TAR Lazio n. 500 del 15 gennaio 2019 ha imposto l’obbligo di procedere a campagne di informazione ed educazione ambientale previste dall’articolo 10 comma 1 della Legge 36/2001, condannando i Ministeri Ambiente, Salute e Istruzione ad ottemperare;

• secondo l’OMS circa il 3% della popolazione è affetta da problemi di elettrosensibilità (per l’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Berna gli elettrosensibili arrivano al 5% degli elvetici mentre in Svezia studi indicano tale valore nel 10%);

• a ottobre 2013 la Regione Basilicata considera elettrosensibilità come malattia rara e la inserisce nell’elenco delle esenzioni per i costi delle prestazioni sanitarie;

TENUTO CONTO CHE:

• la Legge 36/2001 prevede all’articolo 8 comma 5 il finanziamento delle attività di controllo e monitoraggio, finanziamento integrato mediante la destinazione delle somme derivanti dalle sanzioni previste dall’articolo 15;

• la Raccomandazione Europea n. 1999/519/CE per le frequenze 5G nel range 3.6-3.8 GHz e 26.5-27.5 GHz prevederebbe che il periodo di misura dovrebbe essere compreso rispettivamente nell’intervallo 16.7-17.7 minuti e 2.0-2.2 minuti;

• nel DPCM 8 luglio 2003 si definisce un limite più stringente di intensità di campo elettrico rispetto alla Raccomandazione Europea n. 1999/519/CE e pari a 6 V/m in un periodo pari a 6 minuti e divieto di superamento del valore di 20 V/m mentre con l’articolo 14 comma 8 del Decreto Legge n. 179/2012 è stato definito che i valori devono essere mediati nell’arco delle 24 ore e non più nei 6 minuti previsti in origine, passando da una verifica per misura diretta a una verifica attraverso stima previsionale fatta da ARPA e basata sui dati forniti dagli operatori;

VISTO il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Commissione Europea, affermando come il “5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche” ha evidenziato un chiaro segnale agli Stati membri, soprattutto all’Italia, sui pericoli socio-sanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G (che rileva gravissime criticità, in parte sconosciute sui problemi di salute e sicurezza dati) confermando l’urgente necessità di un intervento normativo nei riguardi della diffusione di tale nuova tecnologia 5G;

PRESO ATTO che:

• è stato dimostrato in quattro studi (Rea 1991 Havas 2006, 2010, McCarty et al. 2011) che è possibile identificare persone con ipersensibilità elettromagnetica e dimostrare che possono essere testati usando risposte obiettive, misurabili, dimostrando che questi soggetti sono realmente ipersensibili se confrontati con i normali controlli;

Ordinanza N° 7 del 20-09-2019 Pag. 3

• che altri studi dimostrano che ci sono veri e propri cambiamenti fisiologici nei soggetti con Elettrosensibilità e che due studi (De Luca, Raskovic, Pacifico, Thai, Korkina 2011 e Irigaray, Caccamo, Belpomme 2018) hanno dimostrato che le persone elettrosensibili hanno alti livelli di stress ossidativo e una prevalenza di alcuni polimorfismi genetici, che potrebbero suggerire una predisposizione genetica;

• il Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e I° Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011 hanno richiamato gli stati membri a riconoscere l’Elettrosensibilità come una disabilità, al fine di dare pari opportunità alle persone che ne sono colpite;

RISCONTRATI:

gli “effetti nocivi sulla salute umana”, il 15 Gennaio 2019 il TAR del Lazio ha quindi condannato i Ministeri di Salute, Ambiente e Pubblica Istruzione a promuovere un’adeguata campagna informativa “avente ad oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile”, mentre una serie di sentenze emesse nell’ultimo decennio dalla magistratura internazionale e italiana attestano il danno da elettrosmog, l’elettrosensibilità e il nesso causale  telefonino-cancro, anche oltre ogni ragionevole dubbio (Cassazione 2012), tanto che note compagnie internazionali di assicurazione come Swiss Re e Llyoid’s non ne coprono più il danno;

PRESO ATTO inoltre che i gestori di telefonia mobile stanno provvedendo alla richiesta di rilascio di autorizzazione per l’installazione di un nuovi impianti di telefonia mobile (art. 87 bis del D.Lgs 259/2003 e smi), con tecnologia 5G;

CONSIDERATO CHE:

• il 5G è una tecnologia potenzialmente pericolosa perché si basa su microonde a frequenze più elevate delle precedenti versioni, anche dette onde millimetriche, il che ha due implicazioni ovvie: maggiore energia trasferita ai mezzi in cui le radiofrequenze vengono assorbite (in particolare i tessuti umani) e minore penetrazione nelle strutture solide, per cui vi è la necessità di più ripetitori (a parità di potenza) per garantire il servizio indoor (negli USA hanno stimato un impianto ogni 12 edifici);

• gli studi sugli effetti biologici di questo tipo di radiazione elettromagnetica sono appena agli inizi e indicazioni preliminari (le sperimentano in Russia per le terapie del dolore) paiono mostrare effetti sulle terminazioni nervose periferiche (stanchezza, sonnolenza e parestesia).

VALUTATO CHE:

proprio per il carattere di novità, sperimentazioni del genere dovrebbero valutare l’impatto e prendere in considerazione il rischio attribuibile a tale intervento prima che lo stesso sia realizzato, potendo fare ancora valutazioni ex-ante sul se e come realizzarlo;

VALUTATO INOLTRE:

il progetto stesso, che contestualmente all’attivazione, dovrebbe prevedere uno stretto monitoraggio sanitario su un campione di popolazione residente e non per individuare l’insorgenza di possibili effetti collaterali indesiderati; per la valutazione ex-ante viene utilizzata la Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) che rappresenta una combinazione di procedure, metodi e strumenti con i quali si possono stimare gli effetti potenziali complessivi, diretti o indiretti, di una politica, di un piano, di un programma o di un progetto sulla salute di una popolazione.

CONSIDERATO che:

malgrado la sperimentazione del 5G sia già stata avviata, non esistono studi che, preliminarmente alla fase di sperimentazione, dovrebbero doverosamente fornire una valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi a quelle esistenti;

CONFERMATO che:

• spetta al Sindaco la responsabilità penale, civile, amministrativa, di accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario, che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale;

• spetta al Sindaco, nella Sua veste di ufficiale di Governo e massima autorità sanitaria locale in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3 ter del D. L.vo n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibile per i cittadini, di adottare le migliori tecnologie disponibili e di assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione;

PRESO ATTO che:

• nel 2011 la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo e che i1 l° novembre 2018 il National Toxicology Program ha diffuso il rapporto finale di uno studio su cavie animali dal quale è emersa una «chiara evidenza che i ratti maschi esposti ad alti livelli di radiazioni da radiofrequenza, come 2G e 3G, sviluppino rari tumori delle cellule nervose del cuore». Il rapporto aggiunge anche che esistono anche «alcune evidenze di tumori al cervello e alle ghiandole surrenali». Precisando che trattasi ancora a situazioni connesse a 2G e 3G, mentre ora il progetto delle compagnie è quello di introdurre in modo ubiquitario, capillare e permanente il 5G;

• nel marzo 2018, inoltre, sono stati diffusi i primi risultati dello studio condotto in Italia dall’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni), che ha considerato esposizioni alle radiofrequenze della telefonia mobile mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio sui telefoni cellulari del National Toxicologic Program, riscontrando gli stessi tipi di tumore. Infatti, sono emersi aumenti statisticamente significativi nell’incidenza degli schwannomi maligni, tumori rari delle cellule nervose del cuore, nei ratti maschi del gruppo esposto all’intensità di campo più alta, 50 V/m. Inoltre, gli studiosi hanno individuato un aumento dell’incidenza di altre lesioni, già riscontrate nello studio dell’NTP: iperplasia delle cellule di Schwann e gliomi maligni (tumori del cervello) alla dose più elevata;

VISTA la Delibera del Consiglio Comunale di Camponogara n° 43 del 30 luglio 2019, “Mozione.

Installazione di nuovi impianti di telefonia mobile (art. 87 bis D.Lgs 259/2003 e smi) con tecnologia 5G”, approvata all’unanimità;

VALUTATO quanto sopra,

ORDINA
Il divieto a chiunque dell’installazione e della diffusione sul territorio Comunale di impianti con tecnologie 5G:

– in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea, prendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati, indipendenti da legami con l’industria e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze, estremamente pericolose per la salute dell’uomo;

– in attesa della metodologia per le valutazioni preventive definite da ISPRA/ARPA.

AVVISA
Gli obblighi, i divieti e le limitazioni saranno resi di pubblica conoscenza mediante pubblicazione della presente all’albo pretorio on line.
In relazione al disposto dell’art. 3, comma 4, della Legge 241/’90, si indica che avverso il presente
provvedimento è possibile presentare ricorso:

 Entro 60 giorni dalla data della pubblicazione, del presente provvedimento, è ammesso ricorso giurisdizionale al T.A.R. competente nella fattispecie al tribunale amministrativo Regionale del Veneto;
 Entro 120 giorni dalla data della pubblicazione, del presente provvedimento, è ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

DISPONE
L’invio della presente ordinanza a:
* Presidente della Repubblica
* Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni
* Presidente del Consiglio dei Ministri
* Ministro della Salute
* Ministro dello Sviluppo Economico
* Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
* Ministero dell’Ambiente
* Regione del Veneto
* ULSS n° 3 “Serenissima”

IL SINDACO FUSATO ANTONIO
FUSATO ANTONIO

 

Fonte: https://disinformazione.it/

 

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Il 5G la nuova via della seta Tecnologica

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I segreti del 5G, tra spionaggio e controllo militare delle masse: Di Maio ci ha venduti ai cinesi (del Partito Comunista)

di Maurizio Martucci

 

Bonariamente è ‘la via della seta digitale’, ma ha tutte le caratteristiche di una vera e propria guerra di spionaggio industriale, una partita a Risiko nello scacchiere internazionale, dove la posta in palio per la post-globalizzazione sarebbero le sorti dell’umanità nel wireless di quinta generazione. In ballo, oltre investimenti miliardari e salute pubblica minacciata da un nuovo tsunami di inesplorate microonde millimetriche, anche servizi segreti, lobby del datismo e cyberspionaggio nell’infrastruttura digitale, la rete dell’Internet delle cose: con buona pace di Marco Polo e la ‘seta’ nei collegamenti tra antica Roma e impero d’Oriente, chi controllerà il 5G potrà come detenere il mondo? Quantomeno, così pare, la sua stabilità nel controllo di intelligence e security!

Sarebbe questo lo scenario segreto dietro la forsennata corsa al 5G. Le schermaglie di facciata tra USA e Cina per la leadership sul primato sull’intelligenza artificiale non sarebbero altro che un deterrente, se è vero come il proibizionismo di Donald Trump sia finito su Giappone, Australia e Nuova Zelanda, dove alle cinesi Zte e Hawuei sono stati interdetti appalti pubblici e forniture aziendali pel 5G (in USA previsto poi nel 2019 un ordine esecutivo di emergenza nazionale per impedire alle aziende statunitensi l’utilizzo di apparecchiature di telecomunicazione made in China).

 

 

In questa spy story, l’anomalia occidentale è rappresentata proprio Italia, o meglio, da Luigi Di Maio e i suoi deputati, decisi a fare del 5G italiano la testa d’ariete cinese in Europa, mentre Hawuei viene ostacolata in Germania, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Norvegia: lo si era capito già a Settembre quando, pretesa con forza la delega dello Sviluppo Economico appena insediato Conte al Colle, DI Maio aveva partecipato al summit di Hauwei in Parlamento (c’erano anche i sottosegretari Geraci e Tofalo, la deputata Liuzzi e i Sindaci di Roma e Genova Raggi e Bucci). “Abbiamo rapporti molto costruttivi con il governo italiano – nell’occasione aveva detto Thomas Miao di Huawei Italy – siamo felici che abbia accettato il nostro invito a parlare di rivoluzione 5G, infrastrutture, è fondamentale interloquire con le pubbliche amministrazioni”.

 

Non confondano le recenti audizioni in Commissione Trasporti dei vertici di Vodafone Italia (27/11), TIM Spa, Wind Tre (14/12) e Fastweb (17/12) che puntano sull’innalzamento per legge dei valori soglia dell’irradiazione elettromagnetica (da 6 V/m a 61 V/m?), prevista nel documento elettorale del MoVimento 5 Stelle, perché che Di Maio spostasse l’ago della bilancia in favore del Dragone smarcandosi da Trump (e pure da Putin) lo si era capito nel workshop sulla ‘via della seta digitale’ organizzato nell’ambasciata cinese a Roma, quando l’ambasciatore Li Ruiy senza mezzi termini aveva detto che “il XIX congresso del Partito Comunista Cinese ha ribadito la volontà di realizzare un sistema economico moderno, accelerare lo Stato innovativo, perfezionare il sistema del mercato socialista e farlo arrivare a un’apertura complessiva”. Scrivendo sull’ultimo G20 in Argentina e dell’incontro tra Trump e Xi, anche il quotidiano comunista italiano Il Manifesto ha sostenuto come “di sicuro il partito comunista cinese ha affermato il proprio impegno nello sviluppo della tecnologia 5G”, mentre secondo indiscrezioni da Pechino, China Telecom e China Unicom starebbero per allearsi in ottica 5G creando nuovo gigante da 600 milioni di abbonati controllato dal governo rosso, legato al Dipartimento del Lavoro del Fronte unito, strumento del Partito comunista cinese (il motivo per cui, a differenza di Di Maio, Trump blocca Zte e Hauwei in USA). Ma non è tutto, perché secondo il Quotidiano del popolo (massimo organo di stampa del Partito comunista cinese) avrebbe la tessera del partito anche Jack Ma, fondatore del colosso dell’ecommerce Alibaba che – come in un rompicapo – nel “Russian direct investment fund” (un fondo d’investimenti collegato al Cremlino) punterebbe a collegare la Cina con la Russia di Putin.

 

 

E qui entrano in gioco Di Maio e l’anomalia dell’entourage pentastellato, criticato anche da Il Sole 24 Ore (organo di Confindustria). Con due missioni internazionali compiute in soli due mesi, a Novembre il ministro dello sviluppo economico era volato a Shanghai per il ‘China International Import Expo’: incontrato il presidente cinese Xi Jinping, segretario generale del Partito Comunista Cinese (dietro le multinazionali hi-tech ci sono le grandi banche governative, Bank of China e Industrial & Commercial Bank of China fondata dall’ex ufficiale dell’esercito di Liberazione popolare cinese Ren Zhengfei), Di Maio ha incassato i dubbi del senatore centrista Giuseppe Esposito, già vice presidente del Copasir (comitato parlamentare di vigilanza sui servizi segreti per la sicurezza della Repubblica) secondo cui “non viene ancora posta la giusta importanza sul ruolo dell’infrastruttura. Chi controlla le reti controlla tutte le informazioni, anche h24”. Il nodo, quindi, sarebbe proprio lo spionaggio industriale, ovvero il controllo di una quantità impressionante di dati che, con Zte e Hauwei, finirebbero nelle mani dei cinesi: nonostante la smentita di circostanza di Zte Italia, con l’apertura del Tecnopolo d’Abruzzo a L’Aquila è indubbio però come l’azienda fatta fuori in mezzo occidente annuncia investimenti da 500 milioni di euro in Italia solo nei prossimi 5 anni, mentre per il New York Times Huawei avrebbe speso 600 milioni di dollari per la ricerca 5G dal 2009, destinati 800 milioni solo per il 2018.

 

 

Ma non è finita. L’ultimo appello del Comitato di tutela per l’Ambiente Monte Porzio Catone (Roma), promotore della raccolta firme Stop 5G (quasi quota 6.500 firme), apre poi un altro scenario, a dir poco apocalittico, tirante in ballo persino armi a microonde, note anche come Active Denial System (ADS), sviluppate dalle forze armate statunitensi per il controllo delle masse (il cosiddetto “goodbye effect” sperimentato in Afghanistan e che – secondo una nota dell’Aeronautica USA – causerebbe anche gravi ustioni).

 

 

“Nel video dimostrativo dell’esercito americano – preoccupato scrive il comitato dell’hinterland capitolino – vedete come può essere utilizzato per evitare proteste e sommosse nella cittadinanza. Immaginiamo che i prossimi ripetitori 5G potranno essere posizionati nelle grandi città, magari su ogni palazzo in modo che ogni cittadino potrà essere irradiato (se necessario), conoscendo la sua posizione grazie alle trasmissioni TLC. Se a questa considerazione aggiungiamo gli ultimi studi del prof. Ben Ishai del dipartimento di Fisica dell’Università Ebraica in cui si evince che le frequenze adoperate per il 5G entrano in perfetta risonanza con i dotti sudoripari trasformandoli in migliaia di antennine elicoidali, che assorbono e ritrasmettono il segnale 5G (dentro e fuori del nostro corpo), lo scenario che si viene a delineare è alquanto allarmante”.

 

Riproduzione consentita, citando fonte e autore

 

Un universo di incognite relative alla salute umana

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La 5G spiegata dal ricercatore Arthur Firstember – siete avvisati  

 

di Catherine J. Frompovich  27 Agosto 2018  dal Sito Web ActivistPost  traduzione di Nicoletta Marino  Versione originale in inglese Versione in spagnolo 

 

Taos, Nuovo Messico 

12 Agosto 2018  

 

Un simposio di un giorno intero sul 5G è stato fatto a Taos, Nuovo Messico, domenica 12 agosto 2018.

Arthur Firstenberg ha parlato della storia, della scienza e ha descritto 5G, includendo 5G nei satelliti dello spazio, e i loro effetti previsti su tutti gli esseri viventi.

Cliccate sugli audio più avanti per accedere ai 34:23 minuti di Arthur Firstenberg sui sorprendenti fatti sull’informazione relativamente conosciuta e con tutta probabilità deliberatamente non fatta circolare,

Questa ricerca riguarda gli effetti nocivi sulla salute delle radiazioni di onde millimetriche di 5G emesse da migliaia di satelliti ionosferici, oltre a torri telefoniche 5G collocate all’esterno delle case, ad esempio, porte d’ingresso o finestre vicino alla camera da letto, senza che tu possa protestare contro di loro,

 

Non ci siamo evoluti con le microonde;
queste sono estranei a noi.

 

Dopoaver ascoltato la notevole conoscenza di Arthur basata sulle ricerche decennali dopo essere stato obbligato ad abbandonare la scuola di medicina visto che era diventato sensibile all’elettromagnetismo, agli utenti dei telefoni cellulari e ai dipendenti della tecnologia intelligente.  

 

 

Dovreste rendervi conto che esiste un “universo” di incognite relative alla salute umana, agli impatti ambientali e agli altri problemi dannosi che si materializzeranno come risultato del fatto che la 5G non la stanno studiando, fermandola completamente, ma la stanno accelerando con l’utilizzo smodato di dispositivi senza i quali Abbiamo vissuto fino a meno di 25 anni fa, inoltre c’è una mancanza di divulgazione ristretta delle capacità della 5G, che l‘esercito degli Stati Uniti utilizza come “armi di energia diretta“. [1-2]  

 

 

Fox News ammette che il governo degli Stati Uniti usa i Laser.   

 

Armi a energia diretta

 

 

Statisticamente, l’ipersensibilità elettromagnetica è un problema per la salute globale che aumenterà esponenzialmente quando ci sono 20.000 satelliti che inviano frequenza di onde millimetriche che nessuno sa relamente come trattare né come proteggersi dai loro impatti negativi sulla salute.  

I “Cappelli di carta d’alluminio” non aiuteranno

   

Non ci sarà nessun luogo dove nascondersi o trovare sollievo dalle frequenze millimetriche che la ricerca ha dimostrato che farà sì che i nostri corpi sentano che abbiamo delle continue e orribili scottature da sole e attiverà le nostre ghiandole sudorifere a lavorare delle ore extra oltre a provocare un severo danno agli occhi.

 

Utenti di tecnologia a microonde, valgono veramente la pena di fattori di rischio per la salute adesso anonimi che derivano dall’uso dei telefoni cellulari e dai microonde che contamineranno il paneta, l’umanità e l’ambiente?  

Esiste una possibilità più grande che tutti contraggono un forma di cancro poiché le microonde rompono la catena del DNA che una delle cause del cancro.   

Né il corpo umano né niente sul pianeta Terra è stato sottopsto a microonde fatte dall’uomo nei limiti millimetrici di 24 GHz e di più fino a 90 GHz …  

Rammentate che un GHz equivalle a un Bilione di Hertz (oscillazioni di frequenza di energia al secondo).

Adesso fate i calcoli e cercate di immaginare come reagirà il vostro corpo davanti a milioni di milioni di oscillazioni di frequenza che vi colpiscono ogni secondo al giorno, solo per poter bramare un dispositivo “intelligente”.  

Bibliografia

https://news.usni.org/2018/02/21/report-congress-army-directed-energy-weapons

https://healthimpactnews.com/2017/can-new-5g-technology-and-smart-meters-be-used-as-weapons/  

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/ 

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